E’ stato condannato a 9 anni di carcere l’uomo che a febbraio aveva sequestrato e seviziato la ex fidanzata nelle torri di Zingonia.

Una notte di torture

Era il 27 febbraio. Un 31enne marocchino sequestrò a  Dalmine l’ex fidanzata, che lo aveva lasciato qualche tempo prima. La causa della rottura era stata proprio la  condotta violenta e brutale dell’uomo. L’uomo caricò a forza sul proprio mezzo la ex portandola poi  a casa sua a Ciserano, nelle torri. Una volta rinchiusa nel suo appartamento, l’uomo avrebbe abusato della donna, sua coetanea, continuando altresì a picchiarla selvaggiamente, il tutto per diverse ore. Nessuna possibilità di scampo per la vittima a cui era stato sottratto anche il telefono cellulare per impedirle di chiamare i soccorsi. Dopo lo stupro, il 31enne aveva riportato la donna fuori dalla propria abitazione e, dopo aver ripercorso alcuni km in auto, ne aveva nuovamente abusato, prima di abbandonarla, sola e in stato di shock, in mezzo a una strada, allontanandosi velocemente e facendo perdere le proprie tracce.

La fuga e l’arresto

La donna, seppure sotto shock, era riuscita a dare l’allarme. Appena sentito il resoconto della donna una pattuglia del «Pronto Intervento 112» del Nucleo Radiomobile di Treviglio si era messa subito sulle tracce dello straniero, riuscendo  a rintracciarlo ed a bloccarlo ad Osio Sotto. Anche nei confronti dei militari l’uomo aveva opposto un’attiva resistenza, prima di essere definitivamente ammanettato e portato in Caserma a Treviglio, dove è stato dichiarato in stato di fermo di indiziato di delitto. Ricoverata in ospedale, dove era stata sottoposta al protocollo previsto nei casi di violenza sessuale, la donna ha ricevuto una prognosi di 20 giorni dai medici, a causa delle gravi lesioni subite Dopo la cattura, il marocchino 31enne, su disposizione del pubblico ministero, era stato tradotto nella casa circondariale di Bergamo.

Condannato a 9 anni

Oggi la sentenza definitiva del tribunale. L’uomo è stato condannato per tutte e 4 le imputazioni a suo carico. Dovrà scontare 9 anni di carcere per sequestro di persona, violenza sessuale, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Soddisfatta la famiglia della vittima: “Giustizia è stata fatta – ha detto la sorella della donna – vogliamo condividere la notizia con più persone possibili. E’ importante che passi il messaggio che questi atti vanno sempre denunciati. Bisogna aver fiducia nella giustizia e denunciare sempre”.