Ora Daniele è in Turchia con la Nazionale, a disputare la prima edizione dell’Europeo di calcio Amputati.

La vita e l’incidente

Ha determinazione da vendere Daniele Piana, il 38enne calciatore barianese che ora sogna il primo Europeo e i Mondiali con la Nazionale Italiana Amputati.
Originario di Bariano, Daniele si è diplomato in ragioneria all’Oberdan, dopo di che ha lavorato per sei anni come rappresentante della «Parmalat». Dopo il crac dell’azienda, era divenuto corriere per un’azienda di carrozzieri, fino a quel tragico giorno del 2011.
«Ero in moto vicino al casello della BreBeMi di Bariano, quando ho avuto un brutto incidente in cui ho perso la gamba sinistra. Da lì sono stato cinque anni senza lavoro. Spesso facevo colloqui, ma quando i datori di lavoro venivano a sapere della mia situazione pensavano che non fossi in grado di fare alcune cose, ma non è così. Grazie all’ortopedica Michelotti di Lucca ho una protesi che mi consente di fare praticamente tutto quello che facevo prima».

Il calcio e la Nazionale

Ha sempre amato il calcio, Daniele, che lo ha praticato sin dall’età di sei anni: «Dopo l’incidente è stata dura, ma per fortuna mi sono ripreso subito, probabilmente grazie al mio carattere, perché sono un po’ matto. Per tre anni, dopo l’incidente, non ho fatto sport, poi un amico mi ha spinto a provare ad inserirmi nella squadra di calcio amputati. Ho fatto il provino a febbraio 2014, e a marzo ho esordito con la nazionale contro l’Irlanda. Per fortuna ho perso la gamba sinistra, dato che sono destro – ha scherzato Daniele – e nel giugno 2014, contro la Spagna è arrivato anche il primo gol».

L’Europeo Amputati

Da lì Daniele non si è più fermato, e ha iniziato a conseguire traguardi sempre più lontani con i suoi compagni: «Nel 2014 siamo arrivati quarti al torneo “Sei Nazioni” in Polonia, mentre proprio in questi giorni stiamo disputando l’Europeo in Turchia. Abbiamo appena passato il girone, il che comporta anche la qualificazione ai Mondiali dell’anno prossimo, quindi il nostro obiettivo è già stato raggiunto. Vedremo ora come andrà, sarebbe una grande gioia già entrare nelle prime quattro. È il primo Europeo ufficiale, perché la UEFA Amputati è nata solo due anni fa – ha spiegato sempre Daniele – speriamo di toglierci ancora qualche soddisfazione».

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La sinergia con l’Atalanta

Negli ultimi tre anni Daniele si è allenato con la “Pro Bariano”, trovandosi una volta al mese con i suoi compagni della Nazionale: «Purtroppo qui in Italia il movimento è ancora poco diffuso – ha spiegato – Per questo motivo invito chiunque fosse interessato a farsi vivo, perché stiamo cercando proprio in questi mesi di organizzare una squadra di amputati insieme all’Atalanta. È uno sport estremo – ha scherzato – ma a parte tutto, giocare in stampelle è possibile. Ci sono Paesi come la Turchia e la Russia dove i calciatori amputati sono professionisti, in Turchia ci sono addirittura Serie A e Serie B».
E proprio in Turchia potrebbe continuare l’avventura di Daniele: «Non ne ho ancora parlato nemmeno con il mio allenatore – ha rivelato – ma sono stato contattato da una squadra turca interessata a contattarmi. Chiaramente sarebbe un’esperienza incredibile per me, ma devo ancora valutare. Ci penserò dopo l’Europeo».

I ringraziamenti

Un ringraziamento speciale, infine, Daniele a voluto riservarlo a chi l’ha aiutato in questi anni: «Devo ringraziare la mia famiglia che mi è sempre stata vicina – ha detto con un briciolo di commozione – Di danni ne ho fatti tanti, ma loro mi han dato la forza di andare avanti e non mi hanno mai lasciato solo. Ringrazio anche i miei amici, che mi sono stati vicini dopo l’incidente. Sono contento di essere barianese. Bariano è una comunità dove tutti si conoscono, e questo mi è servito molto per riprendermi. Alla mia prima partita, anche se ho giocato solo due minuti, erano venuti in 70 a vedermi, è stato speciale» .

Qui di seguito il video di una delle “imprese” di Daniele: