Mario Legramandi

Con pazienza certosina ha ricostruito l’albero genealogico della famiglia Legramandi. Ma di un ramo specifico però – ché i Legramandi in giro son tanti – e cioè di quello discendente della stirpe nativa di Cascina Guzzafame, a Caravaggio. E poi tramite telefono, Facebook e il passaparola, ha organizzato lo scorso 1° ottobre al Santuario di Caravaggio un oceanico raduno famigliare cui hanno preso parte qualcosa co

me 86 cugini.

Un lavoro di tre mesi di tempo

Ha richiesto tre mesi di paziente lavoro l’impresa di Mario Legramandi, 69 anni e casa a Merate. «Mi sono fatto aiutare da mia cugina Rosa di Caravaggio – racconta lui divertito – Avrò fatto mille telefonate e rintracciato parenti di cui non sospettavo neppure l’esistenza. Alla fine non sono arrivati tutti quelli con cui ero riuscito a mettermi in contatto, altrimenti saremmo stati più di cento».

Mario Legramandi ha riunito quattro famiglie

A rapporto Mario Legramandi ha chiamato in particolare i discendenti di quattro famiglie, quelle facenti capo al nonno Antonio e ai suoi fratelli nati tutti nella seconda metà dell’800: Angelo, Pietro, Vittorio e Giovanni, ma di quest’ultimo al raduno non si è presentato purtroppo nessuno. E lì è stato tutto un tripudio di ricordi, abbracci e strette di mano. «Ho rivisto parenti che non vedevo da quarant’anni – ricorda ancora con emozione Mario, che a Cascina Guzzafame ha abitato da ragazzino – e conosciuto cugini che non avevo mai visto in vita mia».

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Il caporale è Luigi Legramandi

Tutti discendenti comunque di un lontano antenato, il caporale Luigi Legramandi, nato il 2 giugno del lontano 1854, che appena ammogliato prese casa appunto a Cascina Guzzafame e là visse dando alla luce sei figli dei quali i Legramandi di oggi sono i discendenti.  «E’ stato mio cugino Giancarlo, pochi mesi fa, quando già stavamo lavorando all’organizzazione del raduno, a trovare nella soffitta di casa il libretto del militare del nostro antenato – ha aggiunto Mario che su Facebook ha aperto un profilo dedicato al Club dei Legramandi – E’ un documento preziosissimo, che racconta tutto della sua vita, perfino quanto guadagnava e di che mobili era composto l’arredamento del suo appartamento».

L’intervista completa sul Giornale di Treviglio, in edicola