L’anno scorso aveva percorso la via Francigena del Nord. Quest’anno ha deciso di proseguire oltre, camminando lungo il percorso comunemente noto come via Francigena del Sud. Partito insieme ad alcuni amici il 6 agosto, il maestro calcense Gianluigi Consolandi in 28 giorni è giunto a Santa Maria di Leuca, con alle spalle, o meglio ai piedi, oltre 700 km. E ora lo sguardo è rivolto a est. Il suo sogno infatti è andare in Terra Santa.

Il viaggio

“Sono partito con il mio amico Gigi – ha spiegato Consolandi – con il quale ho viaggiato l’anno scorso, da Calcio a Roma. Quest’anno siamo andati più giù”. Camminando nella regione del Lazio, Campania e Puglia il maestro ha potuto godere di luoghi fantastici. “Ho visto delle città bellissime – ha raccontato – la prima tappa è stata la più emozionante di tutto il cammino e penso di tutti i cammini che ho fatto finora anche di quelli spagnoli”. Questo per il maestro infatti è l’ottavo pellegrinaggio, il secondo in Italia.

Da Roma a Santa Maria di Leuca

“Ho camminato da Roma, precisamente dalla porta di san Sebastiano – ha detto –  percorrendo per 15 km circa la via appia antica. Si tratta di una strada fatta ancora in pietra dove passavano i romani. E in particolare quella via è stata percorsa da San Pietro e San Paolo e molti altri santi per arrivare a Roma. E viceversa è stata presa da chi lasciava Roma per andare in Terra Santa a Gerusalemme. Questa fu la via delle famose crociate. In particolare la terza con al comando Riccardo Cuor di leone. Il quale partì da Canterbury fino a Gerusalemme, imbarcandosi da Otranto e Santa Maria di Leuca, dove siamo arrivati noi”.

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Lo spettacolo degli ulivi

“Un’altra emozione l’ho avuta in Puglia – ha spiegato Consolandi – quando ho abbracciato un ulivo millenario. La pianta aveva più di duemila anni. E’ stato commovente poter toccare con mano la storia di un luogo attraverso un albero”. Ma ciò che più ha colpito il maestro sono state le città di Benevento, Bari, Lecce, Monte Sant’Angelo, Otranto: “tutti luoghi di una straodinaria bellezza che è difficile da rendere a parole”. Il viaggio quindi ha ottenuto il pieno gradimento del calcense, anche se c’è un però.

La nota dolente

Ciò che Consolandi non ha apprezzato è stata la sporcizia che ha trovato in Puglia. “Mentre camminavo ho trovato di tutto sulla strada – ha spiegato – materassi, frigoriferi, lavandini, plastica, addirittura un televisore a quota 1100 metri. Poi un’altra cosa negativa è che da Benevento fino a Santa Maria di Leuca ci sono poche indicazioni. Senza Gps probabilmente saremmo ancora in mezzo agli ulivi nei campi”.

Bello, ma poco valorizzato

“Quando siamo arrivati a destinazione siamo andati a farci fare il timbro sulla credencial – ha raccontato in conclusione Consolandi –  ci hanno dato la compostela, che è un attestato che s’ottiene quando hai fatto tutto il percorso o almeno 100 km. Noi abbiamo fatto 760 km e mentre aspettavo ho guardato il registro dei nomi. Da gennaio 2017 fino il giorno che siamo arrivati noi il 3 settembre, a piedi da Roma a Santa Maria di Leuca ci sono stati solo 38 pellegrini. Il cammino francese in Spagna nel mese di agosto registra dai 500 ai 700 pellegrini al giorno. Il divario è abissale”.