Asilo, la tromba d’aria scopre un tetto per niente sicuro. E’ quanto emerso dalla relazione effettuata nelle scorse settimane dal direttore dei lavori della ditta «Outset» di Verona, incaricata dal Comune di Campagnola di ricostruire la copertura della struttura di via Ponte Rino, devastata dalla tromba d’aria dello scorso 6 giugno.

Mancanze strutturali importanti

«Nel corso dei lavori – si legge nel documento protocollato agli uffici comunali – Si sono verificate circostanze impreviste e imprevedibili che hanno determinato lavorazioni maggiori rispetto a quelle previste e che il direttore lavori ha redatto una perizia suppletiva e di variante al fine di risolvere le problematiche emerse in corso d’opera. In particolare, dopo la rimozione della copertura dell’orditura del tetto e a seguito dell’effettuazione di verifiche strutturali con assaggi, si è ravvisata la mancanza sull’estradosso del solaio di copertura, della cappa in calcestruzzo di collegamento dei travetti per la ripartizione trasversale dei carichi sul solaio stesso, nonché l’insufficiente disposizione dell’armatura nei travetti medesimi e pertanto si ritiene d’intervenire con l’esecuzione di migliorie alle condizioni di sicurezza, mediante la formazione di travetti nel solaio esistente, precedute dalla demolizione della pignatta e la formazione di cappa di collegamento in calcestruzzo e il rafforzamento di 3 pilastri esistenti» per una spesa complessiva 137mila euro.

Niente calamità, la rabbia del sindaco

L’edificio, che oggi ospita il magazzino comunale, la farmacia e la scuola dell’infanzia, è stato realizzato fra il 1959 e il 1960 e in municipio non si sono trovati gli atti che documentassero la parte strutturale. «E’ stata una srpresa – ha commentato il sindaco Agostino Guerini Rocco – Ora però la copertura è stata sistemata e adeguata anche alle norme sismiche nonostante il nostro territorio non rientri in zona a rischio». Questione irrisolta, invece, resta quella dei rimborsi: il governo, infatti, per la struttura pubblica di via Ponte Rino non ha riconoscosciuto lo stato di calamità naturale. Le uniche che potranno fare richiesta attraverso apposito bando per danni saranno le attività agricole, per le quali il ministero dell’Agricoltura ha stanziato 1.600.000 euro. «Sono molto arrabbiato perchè pensavo che avrebbero riconosciuto il danno alla scuola – ha concluso il primo cittadino di Campagnola – Ora attendiamo risposta per il bando regionale per la riqualificazione dell’edilizia scolastica per il quale abbiamo fatto domanda ma ho come il sospetto che ci daranno solo le briciole».