Il sindéch covese Andrea Capelletti come Nostradamus? Forse il confronto risulta azzardato, ma è certo che il sindaco più controtendente della Bassa ci aveva visto giusto (molto probabilmente). Si sta parlando della famosa ordinanza anti-kebab, che fece tanto scalpore all’epoca della sua approvazione.

La famosa ordinanza anti-kebab

Correva l’anno 2014 quando la sua famosa ordinanza anti-kebab aveva scandalizzato tutti. In sostanza Capelletti, approvando un’integrazione al piano del commercio, aveva «bandito» i negozi di Kebab dal centro storico per preservare la tradizione culturale covese. Nel nuovo regolamente c’era pure altro. Inutile dire che però fu più che altro questo punto a suscitare clamore. Allora Capelletti fu messo alla gogna – mediatica s’intende – anche se ora una sentenza della corte di Strasburgo potrebbe venirgli in soccorso.

La decisione di Strasburgo

Tra l’11 e il 14 novembre la sessione plenaria di Strasburgo si riunirà per decidere se far rientrare il panino turco tra i prodotti contenti fosfati (recentemente messi al bando perché nocivi). E se l’Europa bocciasse la pietanza dell’Anatolia allora il primo cittadino covese non avrebbe fatto altro che anticipare i tempi. Insomma un precursore della Storia.

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“Abbiamo anticipato i tempi?”

«Quando feci la modifica al regolamento – ha detto Capelletti – ci fu grande scalpore, quando in realtà ordinanze simili c’erano già in altre città d’Italia. C’è da dire che forse qualcuno a breve dovrà ricredersi. Se venisse votato il divieto al kebab da parte dell’europarlamento, il nostro regolamento del 2014 non solo sarebbe a tutela dell’identità e tipicità locale, ma addirittura all’insegna della salute, mi vien da dire: abbiamo anticipato i tempi?».