Quasi diecimila firme per salvare l’Hospice della Bassa. Sono state consegnate oggi all’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera.

Hospice a rischio chiusura per mancanza di fondi

Sono passati poco più di  due anni dall’inaugurazione dell’hospice di Treviglio ma i guai finanziari hanno fatto sì che la stuttura sia già a rischio chiusura. Aveva destato scalpore alla fine di ottobre la notizia che Regione aveva risposto picche anche all’ennesima richiesta della fondazione “Anni Sereni” di essere finalmente messa “a contratto”,  in modo da poter accedere ai finanziamenti a lungo promessi e necessari a far quadrare i conti dell’hospice “Riccardo Pampuri”.

La raccolta firme per salvare l’Hospice

Dopo che il presidente di Anni Sereni Augusto Baruffi aveva annunciato la propria intenzione di chiudere i rubinetti dei fondi era partita la raccolta firme. Solo nel primo finesettimana ne erano state raccolte quasi un migliaio. E oggi quelle firme sono state consegnate all’assessore regionale Giulio Gallera, insieme alle altre 9mila raccolte in poco più di un mese. Una risposta di massa della Bassa per sostenere il diritto dei cittadini ad avere un Hospice gratuito.

Leggi anche:  Omnibus 70, la Fondazione Same potenzia il servizio del Comune

La consegna

“Oggi – ha commentato l’assessore alle infrastrutture Alessandro Sorte – abbiamo consegnato a Giulio Gallera le quasi 10mila firme raccolte per salvare l’Hospice di Treviglio-Caravaggio e di Fara Gera d’Adda. Si tratta di un servizio importantissimo per la comunità della Bassa bergamasca, a cui teniamo molto. Regione Lombardia farà certamente la sua parte per salvare questa importante ed efficiente realtà”.