Da qualche settimana l’ex fontana di Largo Cavenaghi a Caravaggio sta facendo discutere. Se prima le critiche erano riservate allo spreco di mantenere una fontana, ormai spenta da anni, ora, ci pensa la scelta dell’Amministrazione di trasformarla in fioriera.

Una scelta che non piace a tutti

La decisione di trasformare la fontana in fioriera non è piaciuta a tutti, ma dal Comune l’assessore all’Ambiente Federica Banfi è determinata a difendere la propria scelta punzecchiando i più “nostalgici”.

“La fontana esiste dal 1994 e non è più in funzione dal 2014. Benché quindi sia da anni asciutta e con i tubi arrugginiti in bella vista, tanti solo ora ne lamentano la mancanza, rimpiangendone la bellezza e il refrigerio dell’acqua. Sorge spontaneo chiedersi come mai non ne abbiano rivendicato prima la rimessa in funzione”.

Costi troppo elevati

In realtà un semplice confronto di costi potrebbe spiegare il perché di questa trasformazione.

“Rimetterla in funzione dopo anni di incuria avrebbe comportato, secondo i dati forniti dall’Ufficio Tecnico, un lavoro di cinquemila euro a cui ogni anno sarebbero seguiti un costo di manutenzione di 2.800 euro e altri cinquemila euro di corrente, per un totale di  7.800 euro annui. Il lavoro di trasformazione in fioriera è costato invece 3.190 euro comprensivo di lavoro di sistemazione idraulica, riempimento terra e 100 piantine”.

La manutenzione sarà quasi azzerata

Grazie alla scelta botanica effettuata la manutenzione sarà pressoché azzerata.

“Sono state messe a dimora piante con fioriture che partono da aprile e arrivano a ottobre inoltrato e altre per anticipare la fioritura a fine gennaio febbraio – ha proseguito Banfi – Si sa che questo è il periodo migliore per la messa a dimora delle piante, ma decisamente quello più infelice per valutare un intervento dal punto di vista estetico. A questo proposito, come ho già avuto modo di ricordare, un giardiniere famoso, Paolo Pejrone, ha scritto un bellissimo libro La pazienza del giardiniere che consiglio a tutti. La pratica della pazienza nell’attesa che le piante crescano, che arrivi la bella stagione e la ricompensa della fatica. Il giardino come esercizio di saggezza e di fiducia. Virtù che a nessuno interessa più esercitare. Il “tutto subito” è quello che oggi
interessa”.

La cura del verde in tutta la città

Quello della fontana è solo un esempio del lavoro che l’Amministrazione comunale sta portando avanti nei confronti della cura del verde pubblico in città e in particolare, in questo caso, del Largo.

“Nelle aiuole finora nude alla base degli alberi, infatti, sono state piantate essenze in grado di
sopravvivere nonostante le condizioni difficili determinate dalla presenza delle radici superficiali delle Catalpe”.

Banfi ha poi concluso sulla fontana:

“Bello non lo è mai stato, ma questo è quello che abbiamo, e con le risorse a disposizione, a breve altro non era possibile fare – ha chiarito – Peraltro su questo spazio pubblico, ci è sembrato fosse opportuno intervenire migliorandolo, sia per le valenze commerciali, e a questo proposito prima di farlo abbiamo avuto alcuni contatti con i commercianti di Largo Cavenaghi, sia perché tradizionalmente luogo di ritrovo di molti pensionati caravaggini”.