Anche la libreria «Il Campanile» di Caravaggio chiude.  Dopo  Fonte Viva a Treviglio, un altro luogo storico di commercio e cultura,  di ispirazione cattolica,  sarà stritolato nella Bassa dalla concorrenza del web.

Stritolata da internet

La notizia circola in paese già da qualche settimana, tra l’incredulità e il dispiacere di molti caravaggini, ma a confermarlo è la proprietaria della libreria, Daniela Tovo, insieme al marito Germano Luinetti. “Avrei certamente preferito non dover dare questa notizia, ma sono consapevole che la libreria sia un servizio pubblico per la comunità e dunque non posso esimermi dal farlo. A fine gennaio la nostra libreria chiuderà”.

Trentasette anni di storia

“Tutto ha avuto inizio nel 1980, quando un gruppo di giovani frequentanti la parrocchia, su ispirazione di don Antonio Moro, fondarono una cooperativa e concretizzarono l’idea di creare una piccola libreria di vocazione cattolica” ha ricordato. Quella libreria nacque proprio in questi stessi locali.

“Quei locali sono la nostra vita”

“Dal 2003, anno in cui abbiamo rilevato la libreria, quei locali sono diventati parte della mia vita e di quella dei miei familiari. Ho creduto molto in questa libreria, e fin da subito vi abbiamo investito economicamente e umanamente, rinnovando i locali e ampliandola nel 2008, con l’obiettivo di renderla un punto di riferimento culturale per Caravaggio e dintorni.

Il premio Città di Caravaggio

Nel 2014 ci è stato assegnato il Premio “Città di Caravaggio per la cultura” e nel tempo abbiamo avuto il piacere di ospitare autori di tutti i generi, da quelli locali, fino a personalità di nomea nazionale, tra cui Andrea Vitali, Gianfelice Facchetti e Antonio Socci, fino ad autori per ragazzi come Luigi Ballerini, Marco Erba e Benedetta Bonfiglioli” ricorda Tovo.

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Cultura al centro

Il Campanile è stato davvero il fulcro culturale per innumerevoli eventi di carattere artistico-culturale a Caravaggio: è stata fucina per due gruppi di lettura, palcoscenico per presentazioni di libri, ma anche di eventi teatrali, e laboratori creativi. L’impegno e la passione di Daniela però si sono scontrati con la dura legge del mercato, soprattutto quello relativo all’e-commerce e alla grande distribuzione.

“E-commerce micidiale”

“La ragione principale della chiusura è il fatto che il mercato non ci consente più di andare avanti. E’ vero che la percentuale di lettori in Italia è inferiore ad altri paesi europei, ma  è anche vero che  la Legge  non valorizza le librerie indipendenti, perché non consente di competere con l’e-commerce o i supermercati” spiega l’imprenditrice.

Intervista in edicola

“Mi ritengo davvero una persona fortunata, perché nella vita ho sempre fatto ciò che mi appassionava: prima la maestra e poi la libraia. Certo avrei voluto che questa avventura continuasse ancora a lungo, ma niente finisce per caso” ha spiegato Daniela. Leggi di più sul Giornale di Treviglio in edicola.