Hospice Treviglio, in 9.300 hanno aderito alla petizione per evitare la chiusura del servizio offerto dalla fondazione “Anni Sereni”. Lo ha annunciato poco il presidente Augusto Baruffi, in una conferenza stampa congiunta con il consigliere regionale del Pd, Mario Barboni, e con il sindaco di Lurano Dimitri Bugini, nelle vesti di presidente dell’Ambito di Treviglio.

Hospice

Sono state ben 9.300 le persone che hanno aderito alla petizione lanciata dalla fondazione «Anni Sereni» per salvare l’hospice di Treviglio, l’unico presente nella Bassa bergamasca. Un’iniziativa per chiedere alla Regione di contrattualizzare la struttura. In caso contrario si rischia la chiusura. «C’è stato letteralmente un mare di persone che ci ha sostenuto in questa battaglia – ha commentato Baruffi, mostrando fiero il faldone con le firme raccolte – L’obiettivo è quello di far arrivare questa petizione all’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, tramite la mediazione del suo collega di Giunta Alessandro Sorte. Nei prossimi giorni dovremmo avere un incontro, considerato che la prossima settimana ci sarà l’approvazione del Bilancio della Regione».

Leggi anche:  Il Cortile inaugurato progetto di housing sociale a Treviglio

“Trovare le risorse”

Un’iniziativa che, fin dall’inizio, ha avuto anche l’appoggio del consigliere regionale del Pd Mario Barboni. «E’ un’azione congiunta e trasversale tra tutte le forze politiche – ha detto quest’ultimo – Ed è questo quello che conta. Andremo dall’assessore Gallera per chiedere che vengano trovate le risorse per l’hospice per Treviglio. E’ vero che in Lombardia ci sono altre situazioni simili, ma la sensazione, è che l’operazione possa concludersi positivamente. Già a breve potremmo avere notizie sulla copertura economica».

Trasversalità

Presente all’incontro anche il sindaco di Lurano Dimitri Bugini, nelle vesti di presidente dell’Ambito di Treviglio. «E’ importante quello che stiamo facendo – ha sottolineato – perché c’è la trasversalità di tutti i sindaci della Bassa. Credo che questa sia la prima volta in cui il nostro territorio si è ritrovato così compatto per raggiungere un unico obiettivo. Questo hospice è l’unico della zona è dobbiamo dare ai cittadini il diritto di morire serenamente».