Il nome della missione a cui ha partecipato Paolo Nespoli racchiude in sé lo spirito di tutte le attività fatte in 139 giorni in orbita. VITA. Una parola di grande significato, scelta come acronimo di Vitalità, Innovazione, Tecnologia e Abilità.

Missione VITA e Paolo Nespoli diventa l’uomo dei record

Una missione impegnativa, insomma, quella che ha visto protagonista Paolo Nespoli e che ha fatto di lui l’astronauta dei record: a 60 anni è l’italiano che ha vissuto più tempo nello spazio, con 313 giorni di permanenza complessiva nella stazione Iss, accumulati in tre diverse missioni. In una classifica mondiale è al terzo posto tra i viaggiatori spaziali più anziani dopo gli americani John Glenn e Story Musgrave.

In tempo reale

139 giorni vissuti e raccontati dagli stessi protagonisti in tempo reale. Lo stesso Paolo Nespoli sul suo profilo Twitter ha quotidianamente aggiornato migliaia di followers, con foto, video e dettagli su test ed esperimenti fatti sulla Sojuz. Oltre 60 i collegamenti in diretta che ha fatto nel corso della missione, raggiungendo studenti, istituzioni, grande pubblico e addirittura Papa Francesco. E appassionando tutti noi.

La partenza del 28 luglio

Il viaggio di Nespoli e dei suoi compagni, l’americano Randy Bresnik e il russo Sergei Ryazansky, è iniziato il 28 luglio 2016 – lo abbiamo seguito in diretta. A bordo della Sojuz, Nespoli ha portato a termine tutti gli 11 esperimenti che gli sono stati assegnati oltre a seguirne altri 200 circa che erano in corso al momento del suo arrivo.

Gli esperimenti

La missione infatti prevedeva una serie di test selezionati dall’Agenzia spaziale italiana: da quelli di realtà aumentata per snellire le operazioni di bordo, ai test per dispositivi di scambio termico passivo con fluidi a bassa tossicità, allo studio del comportamento dei fluidi grazie alla macchina da caffè spaziale. E ancora esperiemnti sulla resistenza fisica e lo sforzo: in particolare programmi di allenamenti fisici personalizzati per gli astronauti, colture di cellule muscolari e retiniche in cui testare le capacità antiossidanti di alcuni composti, o ancora test per misurare la presenza di marcatori nella saliva relativi allo stato di salute.

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I racconti, le foto e i video

Ma ciò che rimane a noi, non esperti, sono sicuramente tutti i suoi racconti, le sue foto e i video dell’Italia vista da una prospettiva incredibile.

Solo pochi giorni fa rispondendo alle domande della ministra dell’istruzione Valeria Fedeli aveva detto:

“Certamente mi mancano la mia famiglia, gli amici, la possibilità di staccare, andar fuori, godermi il sole, sentire il Sole e i sapori della natura. Quassù siamo in un posto completamente artificiale, i tuoi sensi sono attenuati, alcuni si devono addirittura spegnere perché altrimenti staresti male in un ambiente dove non c’è alto e basso, si dorme aggrappati al soffitto, mangi e ti volano via le cose e e se pensi a tutto questo potresti dir di star male – tra virgolette, s’intende – ma di fatto non mi è mancato nulla. “Ma quando sei qui il bello è pensare a quello che si ha in più, che non trovi da nessuna parte, una sensazione che spesso e volentieri si dimentica però anche sulla Terra”.

La gallery

Qui una gallery di alcune delle foto più belle pubblicate dall’astronauta. A cui ora tocca il periodo più difficile, quello della riabilitazione fisica dopo una così lunga permanenza in orbita. Il suo fisico impiegherà circa sei mesi prima di tornare ad una piena funzionalità.