“Non andare a votare è peccato, ma non scegliete i populisti”. E’ l’appello che l’ex vescovo di Crema, oggi alla guida della Diocesi di Como, Oscar Cantoni, ha affidato al Te Deum di ringraziamento dell’ultimo giorno dell’anno.

L’appello a votare

Oggi guida la comunità di Como, ma a Crema, dove è rimasto per anni, è ancora una figura amata e stimata. Stiamo parlando del vescovo Oscar Cantoni che durante la messa di fine anno ha voluto lanciare un appello diretto a tutti riguardo al voto amministrativo del 4 marzo prossimo.

“Siamo in un periodo in cui i partiti e gli uomini politici hanno generato delusione e lontananza dall’impegno politico – ha detto – Il malcontento e la diffidenza verso i leaders politici si sono approfonditi a causa di aspettative non soddisfatte e problemi non risolti. L’astenersi dal voto, a cui tutti invece siamo obbligati, non deve essere espressione di questa delusione. Non deve essere il partito dei rinunciatari a prevalere, e nemmeno i leaders populisti possono assumere le responsabilità di governo sfruttando le rabbie e le paure della gente, a causa di promesse di cambiamento seducenti, quanto irrealistiche”.

Non votare è peccato

Scegliere di non votare per Cantoni non è una decisione ammissibile. Si tratterebbe di un vero e proprio peccato di omissione, da evitare in ogni caso.

“Ciascuno in coscienza si orienti verso quei candidati che presentano programmi che facilitino il bene possibile, che tutelino la dignità e il rispetto delle vita delle persone, che facilitino la solidarietà e non si limitino a promesse aleatorie. Mancare al voto è da considerarsi un vero e proprio peccato di omissione, che non fa altro se non delegare in bianco, senza compromettersi responsabilmente”.

La Costituzione come faro

Nel 70esimo anniversario della sua promulgazione il vescovo fa appello direttamente alla Costituzione italiana.

“Un’iniziativa che mi sento di raccomandare alla comunità civile è quella di favorire la presentazione della prima parte della Costituzione italiana, dove sono enumerati i fondamentali principi, diritti e doveri per una società libera e democratica – ha concluso – In un’epoca in cui si sono smarriti gli ideali del vivere civile, è urgente aiutare le persone e la società a riscoprire l’essenziale di una civiltà veramente umana. Potrebbero nascere sani dibattiti da parte delle grandi famiglie culturali ideologiche, che insieme hanno redatto a suo tempo la Costituzione, e organizzare interventi educativi anche nelle nostre scuole superiori, per aiutare i giovani ad attualizzare quei principi fondativi, base del nostro vivere civile”.