Pianura urbana sbarca a Treviglio e i muri diventano tele per accogliere la street art. Conclusi i primi due progetti artistici alla Cascina Pelesa a Castel Cerreto e in via Verga a Treviglio.

Pianura urbana colora la città

E’ partito con successo il progetto Pianura Urbana, organizzato dall’associazione Nuvole in Viaggio, e realizzato dagli artisti Alessandra “Senso” Odoni e Paolo Baraldi aka Il Baro, anche direttore artistico. Impossibile passarci affianco e non vederli. Un lampo di colore tra la campagna, nel primo caso, o tra le corti del centro storico, nel secondo, che ha colpito i passanti nel segno.

Mènec spunta alla Cascina Pelesa

Pianura urbana Treviglio
L’opera di Alessandra Senso Odoni a Cascina Pelesa (Castel Cerreto)

Alessandra Senso Odoni, artista bergamasca da anni trapiantata a Berlino e conosciuta a livello europeo, ha realizzato il proprio intervento sulla parete della Cascina Pelesa nella frazione Castel Cerreto.

“Quando arrivo nel luogo nel quale realizzerò l’intervento, per me è importante passare del tempo con le persone che lì ci vivono e farmi raccontare delle storie che poi assimilo, rielaboro e fuoriescono sotto forma di immagini – ha raccontato l’artista – In questa occasione mi hanno raccontato tre storie, tra cui quello relativo alla storia della cascina dove il regista Ermanno Olmiavrebbe scelto gli attori per il suo celebre film “L’albero degli zoccoli”. Quindi, prendendo spunto da questo episodio, ho messo al centro del mio dipinto c’è Mènec, ossia Domenico, il bambino protagonista della pellicola, che se ne sta sdraiato nella pianura, in mezzo all’erba, adagiato su un muretto. Domenico indica o il pubblico che sta guardando oppure dall’altra parte della strada, oltre la statale. Lo mostro dietro il muro: un avvallamento dove un tempo c’era il lago Gerundo e il leggendario drago Tarantasio. Quindi, sullo sfondo del paesaggio il bambino, che per me è un po’ nostalgico perché è un personaggio che ricorda i bambini di una volta che giocavano nei cortili nonostante la vita fosse dura, indica con malinconia questo piccolo pezzo di terra che ancora sopravvive e ci collega al passato di questo territorio: un collegamento che ritengo sia importante. Alzando lo sguardo, però, ci si rende conto che il dipinto non è un paesaggio, ma un telo e così mi ricollego alla struttura della cascina e in modo particolare al filo dell’energia che diventa parte dell’intervento perché “regge” il telo, che si svela come una quinta. Con questo propongo la riflessione su quanto fatto finora sulla natura: se è vero che vogliamo accettarla per quello che è o vogliamo modellarla a nostra misura e renderla fittizia”.

Murales tra le corti

Pianura urbana Treviglio
Il murales di Paolo Baraldi in via Verga

Paolo Baraldi aka Il Baro, artista e docente bergamasco, con all’attivo murales, mostre, performance e installazioni in tutta Italia e all’estero ha lavorato, invece, in via Verga.

“L’idea era interrompere la continuità visiva – per qualcuno è monotonia – di un cortile bello e ordinato nel quale l’edificio da me dipinto appariva un po’ fuori contesto, una brutale parentesi. Così le forme “organiche” segnate attraverso una semplice e sinuosa linea nera, definiscono un trionfo di colori accesi, stesi in campiture uniformi e vicine. È un mix di astrattismo e accenni di forme conosciute, nel quale il colore ha una dimensione importante. È nascosta questa parete, bisogna trovarla e appena si entra nel cortile si resta sorpresi e ci si imbatte in qualcosa di insolito e inatteso. La street art e il muralismo sono anche questo: offrire alternative iconografiche nel panorama urbano, aprire nuovi spazi, offrire nuovi punti e riferimento: gli ingredienti necessari possono essere pochi e semplici come la linea ed il colore”.

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