Ballerini maschi in coppia nella prossima edizione del programma televisivo in onda su Rai1 “Ballando con le stelle”. Il Popolo della famiglia boccia la scelta.

Ballerini maschi in coppia su Ra1

Coppia di ballerini maschi su Rai1? No grazie. Il circolo di Bergamo del Popolo della famiglia interviene sulle reazioni suscitate dalla notizia che nella prossima edizione del programma “Ballando con le stelle” sarà presente una coppia di ballerini maschi.
“L’argomento potrà sembrare estraneo all’ambito di azione di un movimento politico, quale è il nostro – si legge nella nota – e il nostro intervento strumentale a ottenere visibilità mediatica. Invece il nodo della questione è l’uso che viene fatto della televisione pubblica per veicolare certi messaggi. E anche se essa abbia il diritto di influenzare in questo modo le libere opinioni dei cittadini. E’ evidente che la scelta fatta dalla conduzione del programma non è soltanto artistica, ma implica anche l’adesione a un determinato modello di unione e di società che si sta cercando di introdurre nel Paese”.

Pluralità o condizionamento?

“Se è vero che la comunicazione deve essere plurale e non omologata  – si continua – è altrettanto vero che l’effetto dei mass media non è mai neutro. Condiziona inevitabilmente le opinioni e la percezione della realtà da parte degli spettatori. E’ evidente che il contenuto di un programma di
intrattenimento in prima serata, rivolto a un pubblico generico e con un altissimo livello di ascolti, contribuisce non poco a influenzare i modelli di comportamento e le opinioni del pubblico. Del resto l’introduzione della same sex dance è stata spiegata dagli stessi partecipanti al programma come un “messaggio di libertà” rivolto alle nuove generazioni. Non si tratta quindi di una scelta neutra, ma di una precisa presa di posizione su un argomento che esula dal semplice intrattenimento televisivo”.

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“La tv pubblica non prenda posizioni”

“Da cittadini e da utenti della televisione pubblica preferiremmo che essa non prendesse posizioni, da una parte o dall’altra, su temi sensibili e che andrebbero discussi in altri modi e in altre sedi – si conclude nel comunicato -Con questo intervento pensiamo di dare voce non solo al numero ristretto degli aderenti al nostro movimento politico, ma anche a una larga fetta silenziosa della società civile. A quest’ultima il mondo della comunicazione e dei mass media, tutto orientato in una direzione, non vuole dare né credito
né spazio. Libertà vuol dire anche questo”.