Richiedenti asilo, la cooperativa di Vercelli non si arrende. Continua la bagarre a suon di ricorsi contro il Comune di Ghisalba.

Richiedenti asilo, si passa al Consiglio di Stato

Richiedenti asilo: continua la bagarre tra le aule giudiziarie tra Comune e cooperativa. Questa volta la società che ha acquistato l’immobile farà ricorso per appello cautelare al Consiglio di Stato.

Il Tar aveva dato torto alla cooperativa

La questione era riemersa a gennaio, quando la Cooperativa «Versoprobo» di Vercelli e la famiglia Vecchi ex proprietaria dell’immbile avevano fatto ricorso contro il fermo dei lavori imposto dall’Amministrazione per difformità interne all’edificio che dovrebbe ospitare 50 profughi. Il Tar di Brescia aveva però dato loro torto.

Il Comune chiede il ripristino dei luoghi

Da qui poi, la Cooperativa e gli ex proprietari, avevano avuto trenta giorni di tempo per decidere se demolire quanto costruito e ripristinare lo stato dei luoghi, oppure fare ricorso. Entrambi avevano scelto di procedere contro il Comune e avevano presentato ricorso al Tar di Brescia, volto ad ottenere l’annullamento previa sospensione con provvedimento cautelare collegiale e monocratico dell’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi.

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Si procede coi ricorsi

Ricevuto un no dal Tar, la società di Vercelli «Santa Rita S.r.l.» che ha comprato dai proprietari l’immobile per ospitare i profughi, ha fatto ricorso per appello cautelare al Consiglio di Stato. L’obiettivo è sempre quello di ottenere la sospensione dell’ordinanza comunale che prevede il ripristino delle condizioni originarie dell’immobile.

La vicenda

Da tempo infatti in vicolo San Lorenzo, un caseggiato è stato acquistato dalla Cooperativa «Versoprobo» di Vercelli, che all’interno alloggerebbe 50 richiedenti asilo. La vicenda era già emersa a fine giugno, quando l’ambito 14 di cui Ghisalba fa parte aveva protestato contro il Prefetto per l’ennesimo arrivo di profughi, 250 sul territorio, con le stesse modalità cioè, un bando gestito direttamente dalla prefettura con le cooperativa e i privati, scavalcando il sindaco e il Comune di riferimento.

Le difformità

I permessi richiesti infatti riguardano l’installazione dei piani docce e della caldaia. Il Comune attraverso dei sopralluoghi aveva rilevato delle difformità, fermando temporaneamente i lavori.