Si è spenta, ieri, alla veneranda età di 105 anni, la decana del paese «Gina Breta», colognese Doc. Il segreto della longevità di Luigia Benigni? Una vita passata circondata dall’affetto della sua famiglia e soprattutto dai bambini.

Un secolo di Gina

Gina è nata lo stesso anno di Alan Turing, Gene Kelly e Nereo Rocco. Era il 1912 e ancora esisteva l’impero Ottomano. In quell’anno affondò il Titanic e in Italia venne approvato il suffragio universale maschile. Governava il nostro paese Re Vittorio Emanuele III.

Una vita lunga e intesa

Quella di «Gina Breta» è stata una vita lunga e intensa passata interamente a Cologno. Ad agosto aveva compiuto 105 anni. Nata alla Cascina delle Brette da una famiglia certo non benestante e composta da nove fratelli, Luigina ha iniziato a lavorare prestissimo, prima nei campi e poi nella filanda che ancora oggi sorge nel piazzale del mercato. A 24 anni ha sposato Donato Cavalleri spostandosi a vivere a Cascina San Carlo per prendersi cura del marito e dei suoi quattro fratelli.

Gina e i suoi figli

Dal matrimonio tra Gina e Donato sono nati sei figli, cinque femmine e un maschio. Una delle figlie però, come spesso accadeva ai tempi, è vissuta solo pochi mesi. Una vita dura quella di Gina, fatta di lavoro, fatica, dolore e segnata dalla sofferenza della guerra. Dopo pochi anni di matrimonio infatti il marito Donato è dovuto partire per la guerra, lasciando suo malgrado Luigia sola a badare ai tre figli piccoli.

Il ritorno di Donato

Per fortuna però, dopo quattro lunghi anni di prigionia in Germania, Donato è riuscito a tornare a casa e ha trovato lavoro in una ditta di asfaltature. A quel punto Luigia ha deciso che avrebbe investito i soldi guadagnati dal marito per qualcosa di utile e duraturo per tutta la famiglia: una casa. Mentre il marito era via tutta la settimana a lavorare, Luigia risparmiava alacremente per raggiungere il proprio obiettivo. Un giorno, tornando in cascina dal lavoro, Donato non ha più trovato moglie e figli, che si erano trasferiti nella nuova casa appena costruita in paese.

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L’ambizione di Gina

«Erano gli anni ‘60 – raccontano le figlie – quando nostro padre vide la casa si inginocchiò per terra e baciò il pavimento per ringraziare il Signore di quel dono immenso. Inizialmente papà era contrario alla costruzione della casa, aveva paura di contrarre debiti, ma l’ambizione della mamma la ebbe vinta e alla fine fu contentissimo anche lui. Da allora questa casa è stata la casa della nostra famiglia, aperta a tutti i suoi membri».

Una famiglia piena di nipoti e bisnipoti

Gina ha vissuto per tutta la vita in quella casa costruita con tanta fatica e dedizione. Con lei abitavano ancora la figlia Cesarina e alcune nipoti e persino i bisnipoti. Quattro anni e mezzo fa, quando è nato l’ultimo arrivato della numerosissima famiglia (15 nipoti e 21 bisnipoti) è stata proprio Gina a tenerlo a battesimo. Tra la bisnonna e il piccolo Alessandro corre esattamente un secolo di differenza.

Ieri la sua partenza

Ieri è arrivato l’annuncio della sua morte. Dopo più di un secolo la decana del paese lascia la sua famiglia in serenità regalandoci anche il segreto della longevità: vivere a stretto contatto con la famiglia e con i bambini, questo è il trucco della straordinaria matriarca. E se l’ha detto lei, possiamo fidarci.