Si è spento il dolce sorriso di Babi. Il male se l’è portata via troppo presto e troppo in fretta. E’ una comunità in lutto quella di Misano dove la mamma 39enne era conosciuta da tutti. Barbara Mussi, Babi per tutti, aveva il sogno di aprire un negozio di tatoo e ci era quasi riuscita.

Babi ha lottato fino alla fine

Babi ha lottato con tutte le forze, ma alla fine si è spenta all’età di 39 anni, a causa di un tumore particolarmente aggressivo, un linfoma di tipo T all’intestino.
«E’ morta nel giro di 45 giorni – ha raccontato il fratello Alarico – Da oltre un mese si trovava ricoverata all’Istituto dei tumori di Milano dove ha combattuto la sua battaglia contro la malattia, sopportando operazioni, cure e i tanti effetti collaterali delle medicine, pensando a suo figlio Andrea».

Il sogno spezzato di un negozi tutto suo

Barbara Babi Mussi Misano

Il male ha strappato una figlia a mamma Maria, una madre ad Andrea, il figlio 18enne, e una sorella. Babi, che da un paio d’anni s’era trasferita a vivere a Caravaggio, era vicina a coronare il suo sogno, aprire un negozio di tatuaggi a Crema. «L’inaugurazione doveva essere ai primi di novembre, ma poi è sopraggiunta la malattia – ha proseguito il fratello – Barbara aveva una passione per la pittura. Aveva studiato all’Istituto d’Arte di Crema, per poi frequentare l’Accademia di Brera. La vita poi l’ha messa di fronte a fare delle scelte e lei si è sempre presa cura del figlio, andando a lavorare in uno studio notarile». Lasciando per un po’ in disparte la sua passione. «Da un paio d’anni aveva iniziato a lavorare come tatuatrice e, un po’ anche spinta da me, si era convinta ad aprire le sua attività. Non meritava di andarsene così presto, senza aver coronato il suo sogno», ha continuato Alarico.

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C’è meno colore senza Babi

«Barbara aveva sempre un sorriso per tutti, era la prima a dare una mano alle sue tante amiche – ha ricordato il fratello – Amava il mare e la sua volontà sarebbe stato di andarci a vivere». Troppi sogni spezzati, troppo presto. «E’ come se ci fosse un po’ meno colore in giro nel mondo senza di lei», ha chiuso il suo ricordo il fratello citando una delle tante frase di addio a Barbara che gli amici hanno affidato ai social.

Folla ai funerali

La chiesa parrocchiale, martedì pomeriggio, era gremita. Amici, conoscenti e concittadini, stretti nel dolore con i familiari di Barbara, hanno ascoltato la messa in commosso silenzio. A concelebrare le esequie funebri della 39enne il parroco don Gianfranco Castelli, don Luciano Manenti, l’ex parroco di Brignano amico di famiglia, il sacerdote misanese don Angelo Adami e don Lorenzo Roncali, parroco di San Bernardino a Crema. «Conoscevo Barbara da quando è venuta agli incontri in parrocchia per la prima comunione del figlio – l’ha ricordata don Gianfranco – Era molto brava nel disegno, dal punto di vista artistico aveva una grande sensibilità. Conservo nella mia stanza da letto un volto del Cristo realizzato a carboncino che mi aveva donato e che mi piace moltissimo. Rivolgo a lui le mie preghiere prima di addormentarmi. All’oratorio aveva donato, in occasione della prima comunione di Andrea, una tela raffigurante la Madonna col bambino, che teniamo esposta in sala “Padre Anelli”».