Suor Antonietta Vistarini, storica madre superiora dell’orfanotrofio di Treviglio, si è spenta alla veneranda età di 97 anni. Con lei l’istituto di via Casnida subì un’importante trasformazione, che lo fece diventare un modello per le strutture del territorio.

Suor Antonietta

Consacrata «Suora di Maria Bambina», Suor Antonietta iniziò il suo cammino come assistente dello studio al celebre «San Giorgio» di Pavia, collegio di educande di buona famiglia: un po’ l’equivalente del «Collegio degli Angeli» di Treviglio. Terminato questo mandato Suor Antonietta venne trasferita all’Orfanotrofio femminile cittadino, un contesto che preferiva più del convitto, dove poteva spendersi anima e corpo per le bambine e le ragazzine ospitate.

Rivoluzione

Negli anni Sessanta, diventata superiora delle Suore delle Orfanelle, la religiosa inizia la trasformazione richiesta dalle nuove normative e da orfanotrofio la struttura diventa Istituto Educativo Assistenziale. Suor Antonietta aveva portato grandi «rivoluzioni» nella vita delle ragazze ospiti: credeva nel valore dello studio e riteneva importante prima di tutto la formazione personale delle ragazze e così lo sport, il cinema , la lettura e le vacanze in montagna a Roncobello, avevano sostituito il ricamo, il rigore e l’austerità del tempo passato.

L’arrivederci e il ritorno

Conclusa l’opera, venne trasferita all’«Istituto Fanciullezza Abbandonata» di Lodi. Poi, negli anni Ottanta, tornò a Treviglio dove accompagnò l’ultima trasformazione dei servizi per minori, in un percorso che dava dignità ai piccoli e alle loro famiglie in difficoltà: da Istituto Educativo Assistenziale a Comunità Alloggio per Minori, da Orfanotrofio Femminile a «Istituto Monsignor Portaluppi». Infine, dopo il lavoro attivo, si trasferì prima al Collegio degli Angeli e poi, una decina di anni fa, a Gazzaniga, dove si dedicò per molto tempo alla cura della chiesetta e dove si è spenta lo scorso 7 marzo.

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Il ricordo

“Io ho avuto l’onore di conoscere suor Antonietta alla Casa di Accoglienza – ha commentato Milva Facchetti, presidente della Casa delle donne – Da lei ho imparato molte cose, grazie al suo sguardo attento e sempre disponibile. Grazie alla sua fede e testimonianza, abbiamo accolto molte ragazze, alcune con storie davvero complicate, ma che la portano nel cuore. Tutte in questi giorni si stanno facendo vicine alla perdita e al dolore, con le ragazze anche i volontari, gli amici e tutti quelli che l’hanno conosciuta”.

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