Giorgia Brunelli, 13 anni di Martinengo, ce l’ha fatta, ha vinto la sua partita più importante quella contro la malattia.

Il rientro in campo domenica

Dopo un lungo periodo passato a combattere contro un grave male, la giovane pallavolista domenica è rientrata in squadra davanti a un pubblico delle grandi occasioni che assistito a un torneo triangolare nella palestra comunale di via Zanbianchi, organizzato dalla «Martinengo Volley» la squadra dove milita Giorgia. Un anno è passato dall’ultima volta che la tredicenne di Martinengo ha giocato una partita e domenica con una prestazione da vera fuoriclasse nel ruolo di alzatrice, ha lasciato tutti a bocca aperta. Tra i presenti il nonno di Giorgia, Angelo Vinchi. Volontario, nonno vigile, Angelo è stato al fianco della sua nipotina durante quest’anno terribile che dopo un periodo di preoccupazione e tribolazioni si è risolto per il meglio.
«Domenica è stata una giornata davvero emozionante – ha detto Angelo Vinchi – la palestra era piena, la gente di Martinengo ha dimostrato grande affetto e vicinanza».

Il ricordo di Giulia e Claudia

Un pieno di emozioni che ha raggiunto l’apice quando il nonno insieme alle autorità presenti, il sindaco Paolo Nozza e l’assessore Roberto Recanati, hanno consegnato due targhe commemorative ai genitori di Claudia e Giulia, due ragazze che insieme a Giorgia hanno combattuto la malattia nel reparto di Oncologia Pediatrico dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, ma che purtroppo non ce l’hanno fatta. Emozioni che hanno toccato le autorità presenti.
«Anche oggi la vita ci ha dato insegnamento e l’ha fatto attraverso le lacrime di commozione di un nonno che abbraccia la nipotina tornata a calcare il campo da gioco e attraverso il contegno e la forza di genitori che, purtroppo, i figli li hanno persi – ha scritto il sindaco Nozza – Bentornata Giorgia, Claudia e Giulia resterete per sempre nei nostri cuori».

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Una lezione di vita

Una lezione di vita quella di Giorgia che il nonno Angelo non dimenticherà mai.
«Mi ha trasmesso una voglia di vivere, una forza per combattere che mai prima d’ora avevo sentito – ha detto il nonno – E lo ha fatto verso tutta la famiglia. Sua sorella Micaela, appena uscita della scuola superiore si è scritta a medicina per poter aiutare in futuro tutte le persone che si troveranno ad affrontare questa lotta per la vita. Avrei dato tutto pur di non vederla soffrire e oggi vederla di nuovo nel pieno della sua vitalità mi riempie di gioia. Lei è speciale e durante tutto il periodo più duro è riuscita a dare una speranza a tutti noi».