Con il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) la viabilità a Caravaggio cambierà volto. Ci vorrà del tempo, risorse e qualche intervento, ma la situazione – ora caotica – potrà migliorare.

Problemi e obiettivi: ecco il Pums

Lo studio, iniziato più di un anno fa, ieri giovedì, è stato portato all’attenzione dei cittadini dal suo estensore l’ingegner Massimo Percudani e dagli assessore che stanno seguendo da vicino i lavori Federica Banfi (Ambiente e Patrimonio) e Pierluigi Lanzeni (Lavori Pubblici). Il piano, un’analisi della situazione attuale e i possibili scenari futuri, hanno affrontato i principali problemi: i parcheggi, l’elevata velocità, la mobilità sostenibile e il ruolo del centro storico. Non si tratta di scelte già effettuate o di progetti definitivi, ma solo di una prima fase di studio da cui prenderà il via l’intero restyling della viabilità cittadina.

Tangenziale Est: è davvero necessaria?

Presentazione Pums Viabilità Caravaggio
L’ngegner Massimo Percudani, l’assessore Pierluigi Lanzeni e l’assessore Federica Banfi

Il settore della viabilità a est della città è quello, oggi, più sofferente. A ovest, la nuova tangenziale ha risolto i problemi che da anni attanagliavano i residenti, ma anche i tanti pendolari che si trovano ogni giorno a dover attraversare la città. “Ma una tangenziale a est è davvero necessaria? – si è interrogato Percudani – Dagli scenari che abbiamo ipotizzato emerge che un rafforzamento della viabilità esistente otterrebbe i risultati migliori. Un sistema di strade che diventerebbe più efficiente con la realizzazione di brevi tratti e connessioni, ma che avrebbe un impatto minore rispetto a una tangenziale”.

Due nuove rotatorie

Viabilità Caravaggio
La rotatoria attuale su via Europa Unita

Tra gli scenari futuri ipotizzati nel Pums anche due nuove rotatorie per risolvere alcuni problemi di congestione e sicurezza. La prima su via Europa Unita che andrebbe a sostituire l’attuale rotatoria da cui resta esclusa (oggi) la direttrice che arriva da Treviglio. “Ci sono tranquillamente gli spazi per sistemare la rotatoria con una tradizionale “alla francese” – ha aggiunto Percudani – una soluzione che metterebbe in sicurezza un incrocio oggi piuttosto particolare”.

Viabilità Caravaggio
L’incrocio attuale con via Papa Giovanni XXIII

La seconda rotatoria, questa volta di dimensioni molto più ridotte, andrebbe invece a sostituire il semaforo all’incrocio di via Papa Giovanni XXIII che resterebbe attivo, invece, solo per il passaggio a livello. “Si tratterebbe più di un’isola rialzata – ha detto – senza cordoli, ottima per un incrocio di questo tipo”.

Ztl: sì o no?

Diciamo forse. La zona a traffico limitato, già in vigore in molti Comuni con successo, è solitamente la prima risposta alla richiesta di sicurezza di pedoni e ciclisti. Ma non funziona sempre così. “Il centro storico di Caravaggio è difficile pensarlo con una Ztl – ha detto l’ingegnere – il centro va fatto ripartire e non si può raggiungere questo obiettivo chiudendo il traffico. D’altra parte in alcuni punti e in alcuni orari sembra essere l’unica risposta attuabile. Ad esempio una Ztl temporanea per l’entrata e uscita dei bambini dalla scuola Merisi risolverebbe molti problemi di piazza Locatelli”.

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Una “Città 30”

“La risposta migliore, che in molti Paesi europei è già una norma consolidata, è quella di creare la “Città 30″ – ha proseguito l’esperto – con dei varchi, appositamente segnalati agli automobilisti, si istituisce un limite di velocità di 30 Km/h ovunque all’interno dell’area interessata. Diminuire la velocità è l’unico modo per garantire la sicurezza di chi è in strada”. Con nuove reti ciclopedonali, inoltre, si cercherà di incentivare l’uso della bicicletta oggi in sofferenza proprio per la mancanza di una rete ciclabile adeguata.

Il nodo dei parcheggi

Il vero problema di Caravaggio, però, restano i parcheggi. Carenti e male utilizzati sono stati il cruccio anche degli esperti. In città, soprattutto in centro, gli stalli di sosta scarseggiano e quindi come fare per rispondere contemporaneamente alla domanda dei residenti, dei clienti di negozi e uffici e dei lavoratori pendolari?

“Come si fa ormai in tutte le città – ha spiegato Percudani – l’idea potrebbe essere quella di suddividere i parcheggi in tre fasce: quelli per i residenti, che devono poterlo trovare entro 50-100 metri da casa, quello a rotazione che deve essere a non più di 250 metri dal locale o ufficio che vogliamo raggiungere e quelli per i pendolari che si trovano in un raggio di 500 metri”.

Una missione che non sembra più così impossibile. L’Amministrazione è già in trattative per l’acquisizione di una vasta area, quella della ex Invernizzi, dove potrebbe trovare spazio un nuovo parcheggio da 200 posti auto.

Gli incontri con i residenti

Quello di ieri sera è stato solo il secondo appuntamento di un percorso che sarà piuttosto lungo e complesso. Le  soluzioni, soprattutto quelle che incideranno sui quartieri con la viabilità più delicata, verranno discusse con i residenti in appuntamenti che verranno annunciati nei prossimi mesi. Ad oggi, infatti, non si tratta di decisioni prese ma di scenari su cui è possibile discutere e proporre osservazioni.