Lo avevamo detto un mese fa, Zalando allunga le mani su Caravaggio. Sarebbe proprio l’azienda tedesca di e-commerce la multinazionale interessata a un’area, di circa 400mila metri quadrati, a Caravaggio. Un’ipotesi, quella del raddoppio della presenza in Italia dopo lo stabilimento di Stradella, che ha fatto drizzare le antenne anche a Legambiente.

Zalando a Caravaggio?

Alla fine di ottobre il Giornale di Treviglio aveva riportato l’ipotesi di insediamento a Caravaggio di una nuova logistica legata a un operatore della vendita online. Niente di certo allora, ma la presenza di una multinazionale, intenta a sondare il terreno con richieste inviate attraverso agenzie di mediazione, non era passata inosservata. D’altra parte proprio Zalando, l’azienda tedesca di e-commerce aveva confermato di aver avviato l’iter per raddoppiare la sua presenza in Italia.

Brebemi attira interessi

Lungo il tracciato di Brebemi, infatti, si concentrano gli interessi delle grandi aziende. Un esempio è proprio quello di Amazon che ha scelto, non a caso, Casirate. Dopo Stradella anche Zalando, quindi, sembra aver deciso di “metter su casa” nella Bassa e in particolare a Caravaggio. Qui, infatti, sono due le aree di interesse: quella di via Panizzardo (prediletta anche dall’Amministrazione comunale) e quella dell’ex interporto che, però, nel nuovo Ptcp dovrebbe ritornare ad uso agricolo.

Legambiente storce il naso

Ed è proprio sull’ipotesi che riguarda l’area dell’ex interporto che Legambiente storce il naso chiedendo chiarezza.

“Sulla vicenda riguardante il progetto di Interporto fra Caravaggio e Treviglio avevamo espresso in passato la nostra contrarietà. L’ultima versione, che però non è stata discussa, pur essendo stata protocollata in Regione, riguardava 400mila metri quadrati, di cui 80mila dedicati all’intermodalità e il resto alla logistica ferroviaria. Si parlava quindi, comunque di togliere traffico veicolare e di occupazione in buona parte qualificata – ha commentato Patrizio Dolcini del direttivo di Legambiente Lombardia e consigliere nazionale di Legambiente – Apprendiamo di un progetto su aree del solo Comune di Caravaggio che coinvolgerebbe 400mila metri quadrati per una logistica legata a una delle major della vendita online. Questo comporterebbe non solo il coinvolgimento di aree agricole, coinvolte in passato in versioni progettuali precedenti dell’interporto, ma pure un aumento evidente del traffico veicolare”.

“Caravaggio resti coerente”

L’Amministrazione comunale caravaggina aveva più volte ribadito la propria contrarietà al progetto dell’interporto sostenendo, tra l’altro, il ritorno dell’area a uso agricolo. Lo aveva confermato lo stesso sindaco Claudio Bolandrini: “A marzo inizierà l’iter di revisione del Ptcp – aveva detto – certo che se nel frattempo giungessero interessamenti bisognerebbe sedersi al tavolo. Ma a quel punto saprei bene dove indirizzarli, abbiamo un’area pronta in via Panizzardo…”

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“Regione prenda posizione”

Ad oggi non c’è traccia di nessun progetto protocollato in Regione, ma Legambiente non ha intenzione di farsi trovare impreparata.

Ci chiediamo in particolare a chi giova questa operazione? La presenza di aree dismesse disponibili, come quella di Cortenuova, indica la possibilità di sviluppare in modo idoneo, senza consumo di suolo. Giova ricordare che la recente legge regionale contro il consumo di suolo, per quanto “timida”, pur sempre esiste  – ha concluso Dolcini – Come si inserisce un progetto di questo tipo nel contesto previsto dalla legge ? La Regione, cui spetta presumibilmente l’onere dell’iter come intende muoversi? Ci auguriamo che su tale progetto vi sia la massima chiarezza. L’inizio purtroppo non va in questa direzione”.