Dopo accurate indagini, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire l’attività di spaccio del giovanissimo pusher, già ristretto presso il carcere di Bergamo per reati specifici.

Il primo arresto

Sono stati in particolare i militari della Stazione di Romano di Lombardia a ricostruire negli anni l’articolata rete di spaccio del 21enne marocchino, irregolare sul territorio nazionale, già dal 2015 sotto l’occhio attento delle forze dell’ordine. Il giovane spacciava eroina nei comuni di Barbata, Cologno al Serio, Cortenuova, Romano e Ghisalba. Un traffico già noto alle forze dell’ordine, che però erano riuscite solo nel febbraio 2016 ad arrestare il giovane in flagranza di reato in compagnia di un suo connazionale a Barbata.

Le indagini

Da allora i carabinieri hanno iniziato un’approfondita indagine, che ha fatto luce sul ramificato sistema di spaccio che il ragazzo aveva messo in piedi e che si consumava per lo più nei campi e nelle aree verdi del paesi interessati, o addirittura in cascine e cave dismesse. Il giovane magrebino interagiva con decine di clienti, quasi tutti italiani e residenti nella Bassa, di età ed estrazioni sociali diverse. Vendeva per lo più eroina, ma capitava anche che piazzasse cocaina, per un volume d’affari stimato in molte migliaia di euro.

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La custodia cautelare

Per il giovane, già ristretto presso il carcere di Bergamo dopo il primo arresto per spaccio, i carabinieri hanno notificato ieri l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip, all’interno della quale si evidenzia il radicamento territoriale del traffico nella Bassa Bergamasca, in particolare nella zona sud-orientale, tra i comuni di Ghisalba, Antegnate e Cologno.