Nosadello, Scannabue e Agnadello piangono Alessandro Fornoni, “super papà” di 41 anni.

Addio Alessandro, ucciso da un tumore a 41 anni

Ha smesso di lottare lunedì, Fornoni, 41 anni, un “super papà” stroncato da un tumore al cervello, e lascia la famiglia, la ex compagna con la quale era in buoni rapporti, e il figlioletto di soli 3 anni. Un duro colpo per tre comunità: quella di Nosadello, dove era nato e cresciuto, quella di Scannabue, dove era conosciutissimo da tutti, e quella di Agnadello, dove ha convissuto per anni con la sua ex compagna.

“Era la persona migliore del mondo”

“Era la persona migliore del mondo”. Questo hanno detto di lui i numerosi amici che aveva nel circondario. Era un buono, un giusto, con un sorriso che gli illuminava sempre il volto. “Amava la compagnia – hanno detto in molti – Era sempre in giro ed era conosciutissimo da tutti. Una persona solare, sempre disponibile per dare una mano e dei consigli agli altri. Di professione faceva l’autotrasportatore e aveva la passione per moto, camion e trattori. Ma quella più grande, tra le sue passioni, era suo figlio, che amava con tutto il cuore”.

Dopo un anno di malattia ha smesso di combattere

Gli era stato diagnosticato un anno fa un tumore al cervello. Era stato operato, ma senza migliorare e aveva iniziato con i cicli di radio e chemio, che però non sono serviti a molto. Nonostante la sua condizione disperata ha vissuto la malattia cercando di essere sereno e di non preoccupare il figlio.

I funerali

I funerali sono stati celebrati mercoledì pomeriggio nella chiesa parrocchiale della frazione di Nosadello. Una nutrita folla di amici, parenti e conoscenti, si è stretta nella chiesa e nel sagrato per dare ad Alessandro l’ultimo e commosso saluto.

“Caro papà…”

“Caro papà, Sicuramente anche tu,come tanti che oggi sono qui a salutarti, sarai sorpreso e ti starai chiedendo com’è possibile che ancora così piccolo ti stia scrivendo… Hai ragione papà,sono troppo piccolo per scriverti da solo ma abbastanza grande per essermi reso conto che da un anno a questa parte qualcosa ha cambiato per sempre le nostre vite. Così qualcuno sta scrivendo per me,qualcuno che essendo un figlio saprà sicuramente come dirti quello che si prova in situazioni come queste e che, se fossi più grande, ti scriverei io. Papà voglio che tu sappia che perderti ora che sto muovendo i primi passi da solo verso il mondo,con l’inizio dell’asilo e di una nuova grande avventura,è dura. E lo sarà sempre di più man mano che crescerò perché,anche se con vicino la mamma,la zia e i nonni,solo un papà può capire fino infondo di cosa ha bisogno il suo piccolo ometto nelle varie tappe della vita. Mi manchi già da un po’ e mi mancherai sempre di più,ma ricorda papà che non accadrà mai che io mi dimentichi. Perché tu sei e sarai sempre il mio unico papà e vivrai sempre dentro di me. Perché tu papá non ti sei limitato a donarmi la vita insieme con la mamma,ma hai fatto si che ti assomigli tantissimo e questo è il regalo più grande che mi potessi lasciare. Perché quando mi guarderò allo specchio,quando riguarderò le tue e nostre foto insieme,ti ritroverò in me papà, fiero di essere tuo figlio. Niente e nessuno riuscirà mai a cancellare i pochi anni vissuti insieme,mai potrò scordare il mio grande,grosso e buffo papà che mi ha fatto sorridere,visto piangere,e riempito di attenzioni finché la malattia lo ha permesso. Ciao papà,prosegui sereno il tuo viaggio,con la certezza che il tuo bimbo ti vorrà sempre bene. Continua a sorridere vedendomi combinarne di tutti i colori dall’altro e trova il modo di riprendermi quando lo riterrai opportuno. Perché sono sicuro papà che tu mi accompagnerai sempre e troverai il modo di farti sentire… e io papà saprò riconoscerti. Ti voglio bene papà, il tuo piccolo principe.