Condannato per aggressione un tunisino che lo scorso 2 dicembre aveva aggredito i carabinieri dopo una rissa a Romano.

Condannato per aggressione a un anno e quattro mesi

Resta in carcere il tunisino 27enne che il 2 dicembre aveva aggredito i carabinieri intervenuti per sedare una rissa. L’uomo aveva rivelato ai militari di avere la tubercolosi e di essere dunque infetto. Per questo motivo il giudice lo aveva chiuso in una cella di sicurezza nel seminterrato del Tribunale di Bergamo. Dopo un mese la verità: la malattia era una farsa. Ieri, venerdì, è arrivata la condanna per resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e porto abusivo d’armi, un tirapugni in metallo.

L’aggressione in caserma

Arrestato dai militari per rissa e portato alla caserma di Treviglio il mese scorso, l’uomo aveva ferito tre militari. Per riportare la situazione sotto controllo si era reso necessario l’intervento del 118 per somministrare calmanti al tunisino, preda di un vero e proprio raptus di violenza. I tre carabinieri feriti avevano riportato una prognosi di dieci giorni ciascuno.

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Processo con mascherina di protezione

Il giorno dopo l’arresto, sentita la dichiarazione del tunisino, il processo per direttissima si era svolto lontano dall’aula. Nel seminterrato, giudice, cancelliere e operatori si erano muniti anche di mascherina protettiva. Il 27enne, interrogato in cella, aveva respinto le accuse di aggressione. Il giudice Maria Luisa Mazzola invece l’ha condannato a rito abbreviato, confermando la custodia in carcere.