L’evasore seriale? “Aiutava la sorella malata”. Così i parenti dell’uomo portato in carcere questa mattina dai carabinieri.

Ricorso contro la decisione del Tribunale

E’ già pronto il ricorso al Tribunale di Sorveglianza dopo che questa mattina i carabinieri hanno portato in carcere un 41enne di Arcene, sorpreso a violare per ben sei volte  il regime di detenzione ai domiciliari.  A difendere lo zio è la nipote del 41enne, che spiega come sia già stato depositato il ricorso contro la decisione del giudice.

“Nessuna evasione, aiutava la sorella malata”

“E’ vero, mio zio è uscito di casa sei volte, ma forse anche di più. Ma altro che evasione:  ha semplicemente attraversato il giardino di casa, per raggiungere la casa dove vive la sorella che in quei giorni aveva una forte polmonite, con febbre a 40 gradi. Ecco la grande evasione… Non si è trattenuto dalla sorella nemmeno per il tempo di un caffé”.

Dura lex, sed lex

L’uomo sta scontando la pena in una casa di Arcene, separata da quella della sorella da pochi metri di cortile. Quando la donna si è ammalata, nei giorni scorsi, l’uomo avrebbe deciso di darle una mano, in particolare per l’accensione quotidiana della stufa. Ma gli spostamenti sono stati notati dai carabinieri che –  dura lex, sed lex – hanno dovuto segnalare il fatto al Tribunale. Quindi la decisione di inasprire la pena, con la revoca dei domiciliari. E per l’uomo si sono aperte le porte del carcere.