Furbetti del cartellino: una cattiva abitudine dura a morire come dimostra l’ennesima vicenda, stavolta a Rezzato.

Furbetti del cartellino

Le cattive abitudine, si sa, sono dure a morire. Stavolta ad essere stati pizzicati, come riporta il giornaledimantova.it sono stati due dipendenti di un comune del Bresciano che, durante il turno di lavoro, svolgevano qualche lavoretto extra in nero all’interno di abitazioni private. I due riparavano guasti agli impianti idraulici di case private facendosi pagare in nero. Proprio in quella fascia oraria però avrebbero dovuto essere al loro posto, al Comune di Rezzato, di cui sono dipendenti.

Indagini e ammissione

I due, che hanno ammesso tutto poco dopo davanti al magistrato, sono stati colti in flagrante e si trovano ora agli arresti domiciliari. Un’indagine partita dalla Procura di Brescia a seguito di una segnalazione di un residente. Una stretta sinergia tra gli agenti della Polizia Locale di Rezzato e i colleghi di Montichiari che, da tre settimane, pedinavano i due dipendenti del Comune.

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Le accuse

Le accuse, a vario titolo, sono di truffa, peculato d’uso, peculato e false attestazioni di presenze in Comune. Dopo aver timbrato, si spostavano con mezzi dell’amministrazione per andare a svolgere lavori in privato con conseguente retribuzione in nero.