I carabinieri hanno effettuato il primo sopralluogo al bancomat della filiale della Banca Cremasca e Mantovana. Resta probabile che il furto sia opera della banda del botto, accertata l’entità del colpo: sottratti tremila euro.

Il botto al bancomat

I carabinieri continuano ad indagare sul colpo messo a segno da alcuni malviventi questa notte a Pianengo (puoi leggere l’articolo sul furto cliccando qui). Resta probabile la pista secondo cui i colpevoli siano la cosiddetta “banda del botto”, sebbene il modus operandi sia lievemente mutato: il concetto alla base del colpo è chiaro, far saltare il bancomat e portar via tutti i soldi. Cambia, però, il mezzo esplosivo. A Mozzanica i ladri hanno fatto esplodere il bancomat utilizzando del gas acetilene, mentre a Pianengo hanno fatto ricorso a un panetto esplosivo innescato con una miccia. Un sistema più rudimentale, ma parimenti efficace.

 

I ladri e il bottino

Secondo quanto ricostruito dall’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, gli autori del furto sarebbero tre uomini. Dopo aver forzato lo sportello con un piede di porco, uno di loro lo avrebbe fatto saltare con l’esplosivo, dopo di che sarebbero arrivati i due complici, che l’hanno aiutato a prendere quante più banconote possibili. I tre si sono poi dati alla fuga a bordo di un veicolo di colore scuro. Scuro era anche il suv utilizzato per il colpo di Mozzanica. I carabinieri hanno raccolto tutto il materiale utile alle indagini e hanno accertato che alla filiale sono stati sottratti circa tremila euro. Bottino magro, dunque, se comparato ai 40mila euro rubati nella notte tra venerdì e sabato a Mozzanica.