Respinta la richiesta di sospensiva del commissariamento.

Parco Adda Nord, il primo pronunciamento

Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva del commissariamento del Parco Adda Nord richiesta da alcuni Comuni. Primo punto a favore della Giunta regionale, quindi, ma dovrà ancora esserci la discussione nel merito. A dicembre è stato presentato ricorso contro la decisione. Si sono costituiti in giudizio i Comuni di Cassano d’Adda, Airuno, Calco, Olginate, Lecco, Paderno d’Adda, Verderio, Solza e della Provincia di Bergamo, per cercare di far annullare la delibera della Giunta del 9 ottobre che ha destituito il presidente del Parco Adda Nord Benigno Calvi e il Consiglio di gestione dell’ente, con conseguente nomina di un commissario straordinario.

Per il sindaco di Cassano non cambia nulla

Il commissariamento durerà fino ottobre, bisognerà vedere se si riuscirà a discutere in aula prima. “L’aver respinto la richiesta di sospensiva del commissariamento non cambia poi molto – ha detto il sindaco Roberto Maviglia – Il Tar in questi casi è sempre molto prudente e pretende ci sia un carattere d’urgenza. La nostra posizione resta la stessa e all’udienza, che si terrà nei prossimi mesi, l’avvocato discuterà nel merito del provvedimento, per noi illegittimo. Siamo sereni. Certo, sarebbe stato meglio se la richiesta venisse accettata ma aspettiamo il dibattito vero e proprio”.

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Cos’era successo

Il commissariamento è avvenuto il 9 ottobre, dopo il dossier dell’Arac redatto a giugno, il successivo intervento della Procura di Milano che ha portato a perquisizioni e a tre funzionari indagati. La Giunta di Palazzo Lombardia aveva votato la decadenza dell’attuale Consiglio di gestione rimettendo tutto nelle mani del commissario Giovanni Bolis.
Indagati tre funzionari, l’ex direttore del Parco Adda Nord Giuseppe Luigi Minei, l’allora suo vice, Alex Giovanni Bani e l’architetto Francesca Moroni, consigliere comunale a Cassano.