E’ morto oggi don Emilio Mayer, il prete del cinema. Un romanese “dimenticato”, ma che è oggi ricordato come una delle figure più importanti della critica cinematografica cattolica italiana.

don emilio mayer
don Emilio Mayer

Romanese dimenticato

Don Emilio era nato a Romano 95 anni fa. Ordinato prete nel 1945, divenne curato a Gandino, dove rimase per 16 anni. Si appassionò di cinema proprio a Romano, frequentando la sala dell’oratorio e guardando le pellicole dei grandi registi dei Quaranta e Cinquanta Ed è proprio nella critica che don Mayer si è distinto per anni.

L’Acec e il Sas

Don Emilio Mayer fu presidente dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) dal 1981 al 1999 e direttore del Sas (Servizio Assistenza Sale) di Bergamo dal 1965 al 2008. Nel 1965 ebbe modo anche di collaborare con Ermanno Olmi, suo amico, nella produzione di un film su papa Roncalli, interpretato da Rod Steiger. Fu sacerdote anche in Santa Caterina, a Bergamo, fino al 1982. E infine a Negrone fino al 1998. Era malato da alcuni anni.

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Il cinema come parabola, parabole come cinema

Appassionatissimo di cinema, non solo come “svago” ma anche come strumento mediatico pastorale, si impegnò molto per la diffusione dei cinema parrocchiali, dei cineforum e nella diffusione della cultura cinematografica in Bergamasca. Ebbe a dire che le stesse parabole erano una sorta di “cinema” ante-litteram.
“Don Emilio Mayer è stato un ‘prete di frontiera’ sul versante della comunicazione”. Così don Adriano Bianchi, attuale presidente dell’Associazione cattolica esercenti cinema. Giovedì i funerali a Negrone, quindi la tumulazione a Scanzorosciate.