Tragedia questa mattina in Uganda: è morto in un incidente stradale il trevigliese Francesco Frigerio, 38 anni, ingegnere civile. Padre di quattro figli, si trovava in Africa per lavoro. Avrebbe dovuto tornare a casa l’anno prossimo.

L’incidente

Frammentarie le notizie che arrivano da Ayuda, villaggio vicino a nel distretto di Kiryadongo. Due le vittime, riporta il giornale “New vision”: Frigerio e Charles Odhiambo Waloga, kenyota, direttore dell’azienda per cui Frigerio lavorava, la “Ars costruction”, legata alla nota società bergamasca “Ars aedificandi”. Lo schianto attorno alle 10.15 sull’autostrada tra Kampala e Gulu, tra l’auto su cui viaggiava Frigerio, con due colleghi, e  un camion che trasportava sabbia. Frigerio non era alla guida del mezzo, condotto invece da un terzo coinvolto che è sopravvissuto pur riportando gravi ferite. Il cadavere del trevigliese, che si trovava in Africa da alcuni anni insieme alla moglie e quattro figli, sono stati portati all’ospedale di Kiryadongo.  Il capo del distretto di Polizia di Kiryandongo Charles Okello, citato dalla stampa locale, ha detto che l’incidente potrebbe essere causato alla velocità.

In Uganda per lavoro

A portare in Uganda Francesco Frigerio era stato, già da anni, il suo lavoro. Come Managing director della “ARS” dall’ottobre del 2012 si era occupato di diversi progetti a Kampala, Gulu, Pader e Hoima (Uganda) e nel sud del Sudan. Dal residenziale alle infrastrutture senza dimenticare gli aspetti legati alla salute e all’educazione. Frigerio aveva messo le proprie capacità di ingegnere a disposizione dei professionisti locali per aiutare a sviluppare nuovi modelli di tecnologie, materiali e metodi di costruzione.

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francesco frigerio
francesco frigerio

Da anni in Africa, la sua seconda casa

Per Frigerio non si trattata, però, della prima esperienza. Prima, dal 2008, con l’Avsi Foundation (associazione non governativa di cui era volontario) aveva gestito da responsabile altri progetti di cooperazione allo sviluppo nel nord dell’Uganda. Un Paese che oramai era diventato la sua seconda casa. Lì con la moglie, impegnata invece nel volontariato, aveva costruito la sua vita. Fino al terribile incidente di oggi. Le sue esperienze lo avevano portato in giro per il mondo, anche in Kenya durante le prime esperienze di lavoro dopo la laurea in ingegneria civile conseguita nel 2005 al Politecnico di Milano. I progetti della famiglia erano di tornare a casa definitivamente forse già l’anno prossimo.

Un’altra tragedia in famiglia

Figlio di Gianni, ex preside dell’Imiberg, e di Enrica, professoressa di Filosofia, la famiglia di Francesco è molto conosciuta in città. Era peraltro già stata colpita tre anni fa da una tragedia dolorosissima: la scomparsa del nipotino di Francesco, Giacomo Campagna, figlio della sorella Chiara. Ucciso dalla leucemia a soli tre anni, dopo un calvario durate due anni.

La foto è del giornale ugandese New Vision