Troppi videogiochi per il ragazzo di Crema condannato a finire in comunità.  Ma il 6 dicembre c’è l’udienza per il per riesaminare il caso.

Troppi videogiochi e arriva la condanna alla comunità

Alcuni giorni fa gli operatori della tutela minorile avevano tentato di eseguire il provvedimento di allontanamento coatto del 14enne. E questo nonostante le implorazioni del ragazzo. Intanto la famiglia attende ancora la chiamata del vicesindaco, che aveva promesso di contattarla. Tuttavia il Tribunale sembra intenzionato a fare luce su questo caso controverso.

Cambio di rotta

La notizia arriva a pochi giorni dalla decisione del procuratore generale della Cassazione Francesca Ceriani, chiamata a giudicare sul caso di adottabilità del figlo della “coppia dell’acido”, ma anche sull’allontanamento di quello di una coppia ritenuta troppo vecchia. La Corte ha criticato queste azioni, ribadendo il principio per cui “ogni bambino ha diritto di crescere nella famiglia in cui è nato”. Nel primo caso ha ordinato l’affido dei minori ai nonni (in attesa che i genitori finiscano di scontare la loro pena) e nel secondo il rientro in famiglia.

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Plauso del Comitato dei cittadini per i diritti umani onlus

“Questa decisione potrebbe innescare un’inversione di rotta rispetto all’attuale tendenza di molti Tribunali minorili – ha fatto sapere il Comitato dei cittadini per i diritti umani onlus – E ridare ai giudici il loro ruolo di periti tra i periti. Chiediamo al Tribunale di Brescia di affrontare il caso con un approccio ispirato al buon senso, senza appiattirsi su valutazioni psichiatriche prive di riscontri oggettivi”.