Il menù di San Valentino? Meglio se con cibi afrodisiaci da assaporare al ristorante o da preparare a casa propria. I cibi afrodisiaci non sono certamente un’invenzione del XXI secolo.

Le origini dei cibi afrodisiaci

La loro origine risale fin dalle antichità, dalla cultura Egiziana, Greca e Romana. Il termine afrodisiaco infatti data almeno 5.000 anni e deriva da Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza venerata dagli antichi Greci. Durante le feste dionisiache l’uso di cibi stimolanti era diffuso: i Greci consumavano tartufi, uova, miele ed anche frutti di mare (secondo la tradizione la dea era nata dalla spuma del mare). Non esistono, dunque, certezze in proposito e la scienza della nutrizione tende generalmente a raffreddare gli animi. Nei fatti, molti sostengono che non esiste un alimento che funzioni realmente come vero e proprio eccitante sessuale.

Fino ai giorni nostri

Ma da tempo immemorabile la cultura gastronomica ha dato grande importanza alla conoscenza e all’uso degli alimenti che tradizionalmente si vedono attribuire il potere di accendere la passione. Afrodisiaci molto utilizzati nella cucina comune ai giorni nostri sono per esempio i pinoli, considerati potenti afrodisiaci da tempi antichissimi e da diverse culture. Addirittura, il medico Galeno romano (II secolo d.C.) consigliava i pinoli come rimedio all’impotenza.

Qual è il menù di San Valentino?

Frutta: la mela, simbolo del peccato originale, metafora del desiderio e nutrimento perfetto. Ma tutta la frutta racchiude tutti i principi fondamentali per trasformare ogni alimento in un cibo in grado di stuzzicare i sensi e predisporli al piacere. Peperoncino: questa spezia, grazie ai suoi principi attivi, al suo sapore, al suo colore e alle sue mille qualità, è una delle piante più adatte a stimolare il desiderio sessuale. A questo si aggiunga la grande quantità di vitamina E che contiene, la vitamina della fecondità e della potenza sessuale. Pepe e peperoncino insieme provocano la vasodilatazione nella zona lombosacrale che comprende anche gli organi genitali, tutte reazioni collegate all’eccitazione sessuale.

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Da non dimenticare

Crostacei e molluschi: dai gamberi alle aragoste, fino alle ostriche, afrodisiaco per eccellenza. Cioccolata: al centro dei rituali aztechi contiene feniletilamina, la sostanza che il cervello produce quando ci innamoriamo e che è presente anche nel formaggio. Chiodi di garofano: è uno dei più potenti afrodisiaci naturali. E’ efficace per combattere la fatica mentale, come pure la perdita di memoria. Rafano: la polpa ha proprietà afrodisiache. E’ usata soprattutto dai giapponesi che ne usano la salsa per accompagnare sushi e sashimi. Vaniglia: possiede effetti euforici e può essere consumata a volontà. Combatte l’astenia sessuale, agendo sul sistema nervoso centrale e, per mezzo del suo odore, agisce indirettamente come stimolante sessuale. Si può acquistare in erboristeria e al supermercato.

E poi ancora, per concludere

Zafferano: possiede proprietà stimolanti delle zone erogene. Alcuni studi hanno provato che ha effetti similari a quelli degli ormoni. Sedano: esercita un’azione stimolante sulle ghiandole surrenali e contiene ormoni steroidei analoghi ai feromoni che, nell’uomo e in altri animali, fungono da richiamo olfattivo per la riproduzione. Vino: è provato che l’alcool crea un effetto disinibitorio che sblocca i complessi limitanti. Comunque, qualunque siano le scelte sugli alimenti messi in tavola, una ricetta può essere afrodisiaca indipendentemente dagli ingredienti utilizzati. Determinanti, infatti, possono anche essere forma, colore, aroma, sapore e consistenza di un piatto che diventa più o meno stimolante. Ne consegue che il menù di San Valentino afrodisiaco dovrebbe essere una vera festa dei sensi, ricca di colori e profumi.