Far rivivere Caravaggio come motore trainante del turismo locale. Abbiamo provato a discuterne ripercorrendo i fatti degli ultimi dieci anni. Ieri (era il 2007, ndr) l’annuncio ci un museo dedicato a Michelangelo Merisi entro il 2010. Oggi, la scelta di dare priorità al patrimonio reale.

Un progetto di valore

“Abbiamo consegnato a questa Amministrazione un progetto di indiscutibile valore artistico e scientifico che mi auguro venga portato avanti nel tempo”. A parlare è il consigliere di minoranza Giuseppe Prevedini (Lega Nord) promotore del progetto “Casa Caravaggio” che nell’ormai lontano 2007 annunciava entro tre anni l’apertura del museo dedicato al maestro. Un progetto mai concluso a causa dell’introduzione del Patto di stabilità che ha reso difficile se non impossibile investire risorse.

Caravaggio è più di una stampa

Le critiche sono dirette al sindaco Claudio Bolandrini che ha espresso una linea di pensiero profondamente diversa e propensa al recupero del patrimonio esistente. Di Caravaggio, invece, si nota sempre troppo spesso l’assenza. Ne è simbolo il ritratto sbiadito alle porte del quartiere dove avrebbe abitato. “E’ un semplice poster pubblicitario, sottoposto quindi a naturale degrado – ha puntualizzato – distribuito nel corso delle manifestazioni “io Caravaggio” ai commercianti”.

Il ruolo dei cloni

Oggi la potenza del web ha reso tutto estremamente vicino e a portata di mano: anche un’opera preziosa come quella del Caravaggio. Il ruolo dei cloni (tre, che si trovano nell’ex chiesa di San Giovanni Battista), secondo Bolandrini, verrebbe a perdersi. “I facsimile del trittico dedicato a San Matteo sono stati realizzati su tela preparata e  artigianalmente secondo i criteri utilizzati dal Caravaggio – ha sottolineato Prevedini – e la stampa a grandezza naturale, perfetta e indistinguibile dall’originale, eseguita con pigmenti: niente di paragonabile a ciò che si trova in Internet”.

Leggi anche:  Ottocento scarpette in campo al torneo della Befana FOTO

Volere è potere

E’ questione di priorità. Bolandrini non l’ha nascosto preferendo, ad esempio, il recupero di San Bernardino a San Giovanni Battista. “Per mezzo dell’impegno del senatore Ettore Pirovano con il governo di centrodestra di allora, venne erogata una somma importante al Comune di Caravaggio (circa 400mila euro, ndr) che ha permesso di programmare significativi lavori sul tetto della chiesa – ha continuato Prevedini – Con lo stesso impegno l’attuale Amministrazione potrebbe, se ci fosse la volontà di farlo, attivare un dialogo con il governo di centrosinistra per ottenere un finanziamento che faccia diventare possibile ciò che ora si ritiene impossibile”.

Il museo digitale c’è

Il sogno di Bolandrini (se ci fossero le risorse) sarebbe quello di realizzare un museo virtuale adatto anche alle scuole. Ma al digitalizzazione non è cosa nuova per l’ex sindaco leghista. “Nella sagrestia è già possibile operare dalle postazioni sottostanti i cloni e ingrandire le immagini ad altissima risoluzione grazie ai dati digitali ottenuti dalle scansioni – ha spiegato – è possibile anche interagire, scegliendo in modalità touch, intensità e tonalità”.

Il centro studi e ricerche digitali

Un progetto rivoluzionario e ambizioso. Era il 2009 quando l’Amministrazione comunale con la collaborazione della Fondazione Giorgio Cini e il laboratorio Factum Arte di Madrid presentò il progetto che avrebbe portato alla realizzazione del Centro studi e ricerche digitali Michelangelo Merisi da Caravaggio. Oltre ai cloni, avrebbe raccolto tutta la documentazione disponibile sulla vita dell’artista e sulla storia di ogni suo dipinto per metterla a disposizione degli studiosi di tutto il mondo. Il tutto corredato da archivi digitali e sito internet ad hoc che avrebbe fatto la storia.