E’ uno dei più importanti disegnatori italiani, famoso per aver inventato personaggi indimenticabili che hanno costruito l’animazione italiana del secondo Novecento. Parliamo di Bruno Bozzetto, vignettista, regista ma soprattutto disegnatore milanese che la Pro Loco di Martinengo ha premiato con la carica di socio onorario. Il nonno dell’inventore del Signor Rossi era infatti Gerolamo Poloni: un importante pittore martinenghese. E proprio da quelle ore trascorse nella mansarda del nonno, ha confessato Bozzetto, viene il suo estro artistico.

Un’immagine da “West and soda”, 1965

Chi è Bruno Bozzetto, “nipote” di Martinengo

Nato a Milano il 3 marzo del 1938, realizzò il suo primo film «Tapum! La storia delle armi nel 1958». Per raggiungere il successo dovette aspettare il 1960 quando creò il famosissimo sig. Rossi, un personaggio che incarna un comune cittadino italiano di mezz’età. Dagli anni Sessanta, con la fondazione di una propria casa di produzione, ha iniziato un’intensa attività di regia e produzione di film d’animazione, ottenendo riconoscimenti e premi, coronati dall’Orso d’Oro al Festival di Berlino del 1990, vinto con il cortometraggio Mister Tao, e la nomination per il premio Oscar nel 1991 con il corto Cavallette.

Il nonno martinenghese

“Se la fama di questo straordinario artista è nota a tutti, sono pochi a sapere dell’affezione che egli nutre per la città di Martinengo” ha spiegato Giuseppe Ranghetti della Pro Loco cittadina, al momento della consegna del premio, introducendo la figura di Gerolamo Poloni, nonno del disegnatore.  Bozzetto non era presente alla consegna del premio, ma ha scritto una lettera alla Pro Loco. “Vi ringrazio di cuore per volermi concedere la carica di socio onorario. È per me un vero piacere ed onore accettare questa carica, in particolar modo per l’affezione che provo verso la città di Martinengo, dove nacque e lavorò mio nonno, grande artista e nonno affettuoso”.

“Senza quei geni la mia vita avrebbe preso un’altra strada”

Il disegnatore  ha anche condiviso alcuni ricordi privati e familiari. “Ho indimenticabili ricordi di lui al lavoro nella rustica e luminosissima mansarda, di fronte a grandi affreschi in cui abbozzava col gessetto posizioni e proporzioni di futuri quadri. Gli sarò sempre riconoscente per avermi trasmesso quella indefinibile capacità di saper esprimere emozioni e sentimenti grazie alla punta di una matita. Senza questo “passaggio” di geni probabilmente la mia vita avrebbe preso una strada completamente diversa. La carica che mi concedete riapre una finestra su questi luminosi ricordi del passato ed è soprattutto per questo che vi sono molto riconoscente”.

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