A Campisico di Sotto si arriva solo attraverso mulattiere e strade di campagna. Le cartine di «Google Maps» non la contemplano ed è facile constatare che persino gli abitanti dei comuni limitrofi ne ignorano l’esistenza.

La frazione

Se non fosse per gli edifici ben conservati e un cartello toponomastico quasi invisibile, Campisico di Sotto apparirebbe come un semplice assembramento di cascine. Invece è una frazione di Capralba, che dista un paio di chilometri, ma è talmente ben nascosta che aggirandovi per le strade della zona, non troverete nemmeno un’indicazione. Generalmente accostata alla vicina Campisico di Sopra, la quasi-città-fantasma si costituisce di un’unica strada. Da un lato affaccia sulla roggia «Alchina» e dall’altro su una fila di cascinali dai quali provengono i muggiti del bestiame e lo sferragliare delle mangiatoie.

Onore al merito

Nonostante sia schivata da stradari e segnaletica, e sia abitata da un pugno di abitanti, la storia ha già reso giustizia a Campisico. Pare infatti che la frazione capralbese sia citata in un documento catastale del 1192, firmato da Enrico VI, Imperatore di Germania. Non male, per un paese che “non esiste”.

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