C’era un coccodrillo imbalsamato, appeso da circa 500 anni al soffitto di una chiesa della Valseriana, a Ponte Nossa. Sarebbe una notizia già così, soprattutto per la storia abbastanza incredibile dell’animale. Ma è addirittura più bella. Perché da ieri, il coccodrillo di Ponte Nossa è ricoverato in una clinica di Bergamo. Per effettuare delle radiografie.

Il coccodrillo, da Rimini a Ponte Nossa

L’animale imbalsamato si trova sul fondo della navata destra a lato dell’ingresso nel santuario Madonna delle Lacrime, che ricorda la miracolosa lacrimazione del 2 giugno 1511 (sì: ha pianto anche a Ponte Nossa, ndr). La “lucertola marina” e la sua originale collocazione sono al centro di numerosi studi, spesso controversi, nei quali giocoforza si incrociano fantasia, leggenda e realtà documentali. Una delle ricostruzioni legate alla presenza dell’animale (indagato anche da Emanuele Roncalli nel volume I misteri di Bergamo nel 1995) vuole che nel 1518 tale Bonelli de’ Ferrari, mercante di Premolo, avesse ucciso (o forse semplicemente acquistato) l’alligatore a Rimini, portandolo “per grazia ricevuta” al cospetto della Vergine, che gli diede la forza per colpire l’animale alla gola uccidendolo.

La madre in pericolo e il cacciatore

Una seconda ricostruzione, racconta di un antico lago dove a Nossa viveva “un gran lucertolone”, che un giorno stava per inghiottire una madre con un bimbo. La donna in preda alla disperazione implorò la protezione della Madonna: all’improvviso giunse un cacciatore che uccise l’animale, quindi lo imbalsamò e lo portò in chiesa.

Rispunta nel Settecento

Più accreditate le ipotesi che datano la presenza certa del coccodrillo al 1594. Secondo documenti rintracciati negli anni ’80 , si trattava di una sorta di “dono” portato in chiesa dai sindaci della chiesa di S. Maria alla fine del ‘500, e successivamente rimosso. Nel ‘700, ritrovato in soffitta durante lavori di restauro del Santuario e ritenuto legato a un qualche ex voto, il coccodrillo è stato definitivamente ricollocato sul fondo della navata e mantenendo un sostanziale mistero sull’effettiva origine e moltiplicando la curiosità di studiosi e visitatori, spesso organizzati in visite a tema dal locale IAT Promoserio delle Orobie Orientali, che ha sede proprio a Ponte Nossa. La chiesa è stata ristrutturata all’inizio del XX secolo, su progetto di Giovanni Muzio.

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Gli esami per fare chiarezza

«Il coccodrillo sarà trasportato in tutta sicurezza in una clinica bergamasca per radiografie e con la collaborazione dell’istituto di Scienze Naturali di Bergamo sarà studiato e restaurato. Successivamente da fine febbraio a inizio maggio sarà esposto al Museo Diocesano a Bergamo per un’importante mostra. Farà ritorno nella chiesa parrocchiale nel mese di maggio e sarà valutato un luogo opportuno per metterlo in mostra nei giorni dell’Apparizione, così da offrire a tutti la possibilità di vederlo da vicino in tutta sicurezza, a 500 anni (presumibilmente) dalla sua uccisione ed offerta alla Madonna come ex voto. Queste operazioni saranno seguite nei dettagli e finanziate dal Museo Diocesano Bernareggi» spiega don Alessandro Angioletti, parroco di Ponte Nossa e Ponte Selva.

Mangiava solo vergini. E morì di fame

La cultura popolare annovera anche un racconto scherzoso, secondo il quale “un tempo un coccodrillo risaliva il fiume Serio, mangiando solamente vergini. Arrivato a Ponte Nossa morì di fame”. Una goliardata assai diffusa, al punto che nel 2015, con il patrocinio del Comune, fu organizzata una serie di eventi artistici a cura dell’associazione “LineaInfinita” con il coinvolgimento delle scuole.