Sono arrivati in pullman, in auto e in treno da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Festanti e ordinati per ammirare il loro idolo: Jason Zhang, il cantante più famoso di Cina (o Zhang Jie se si preferisce la versione utilizzata nel paese del dragone), che ha scelto la capitale della Bassa per dare il via al suo tour europeo.

Invasione

Tanti cinesi tutti assieme a Treviglio non si erano mai visti. Il PalaFacchetti, che ha fatto da cornice al concerto, sembrava un angolo di Shanghai o di Pechino: cartelli con i caratteristici ideogrammi, qualche venditore di gadget, addirittura il bar interno al palazzetto «trasformato» in una sorta di «wok», dove era possibile acquistare cibo tipico.
Sulle tribune il pubblico «armato» di bastoni luminosi e qualche striscione: non di quelli scritti a mano come si vedono dalle nostre parti, ma con gli ideogrammi illuminati da lucine. Gli spalti erano affollati in ogni ordine di posto. Che, ricordiamo, non erano propriamente a prezzi popolari: quelli più economici costavano 100 euro, i distinti si aggiravano sui 200, mentre le poltroncine sul parquet con vista privilegiata sul palco sono stati venduti a quasi 300 euro. Eppure i circa 3 mila posti sono andati letteralmente a ruba.

 

Al Bano

Una grande festa con effetti speciali, suoni, luci, musica e colori, che ha avuto il suo clou con il duetto che Jason Zhang ha improvvisato con uno dei mostri sacri della musica italiana: Al Bano Carrisi. Che, visti gli scroscianti applausi che ha strappato al solo nominarlo, deve avere parecchi fan anche in Asia. Jason Zhang ha dato il la alla mitica «Felicità», canzone che l’artista pugliese ha reso famosa in coppia con l’ex moglie Romina Power. Il duetto è durato meno di un minuto, ma Al Bano ha dato dimostrazione di avere ancora una voce stentorea. Poi, forse per omaggiare il «collega» italiano, Zhang ne ha cantato un versione in cinese, mandando in visibilio i 3 mila del PalaFacchetti.

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Un grande successo

Orde di ragazzine «sbavavano» e si mangiavano con gli occhi il loro idolo. Ogni frase o parola che il re del pop cinese pronunciava era la scusa per grida di giubilo. Del resto, se è riuscito a mettere insieme qualcosa come 125 milioni di follower su Twitter, un motivo ci sarà… E alla fine, così come in ordine erano arrivati, così se ne sono andati. Nessun problema di traffico, nessun ingorgo. Quasi non serviva nemmeno la presenza della Polizia locale. All’interno, invece, la grande mobilitazione per rimettere tutto in ordine: via tutti gli adesivi con i numeri dalle poltroncine, le sedie tutte impilate e i rifiuti raccolti e sistemati nei sacchi. Una scena che, bisogna ammetterlo, non siamo abituati a vedere dalle nostre parti.