Domani la comunità parrocchiale di Martinengo celebrerà la festa della patrona Sant’Agata. Quest’anno la messa solenne delle 10 sarà presieduta dall’arcivescovo di Palermo monsignor Corrado Lorefice che il Santo Padre ha voluto pastore in quella diocesi tre anni fa.

Dalla Sicilia per Sant’Agata

La sua presenza consolida una piccola tradizione che vede da alcuni anni la presenza di vescovi siciliani celebrare a Martinengo in occasione della festa patronale. Lo scorso anno era stato presente monsignor Antonino Raspanti vescovo di Acireale e vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Sant’Agata infatti è una Santa siciliana, è nata a Catania nel terzo secolo, e li ha vissuto fino a quando nel 251 è stata martirizzata dal governatore di quella città, Quinziano.

Un esempio senza tempo

«La Festa patronale è un’occasione per ripensare alle radici della nostra vita parrocchiale. Perdere la memoria vuol dire dimenticare le proprie radici e interpretare arbitrariamente il presente e il futuro – ha detto il parroco Monsignor Paolo Rossi – Celebrare la festa patronale vuol dire riscoprire Sant’Agata come modello di vita cristiana. Parlare di modelli agli adulti può sembrare poco opportuno. La maturità, per certi aspetti, sancisce l’autonomia decisionale in ogni ambito della vita. Tuttavia poter guardare la testimonianza che ci consegna questa ragazza nel pieno della sua giovinezza, credo non sia irrilevante. Gli esempi, i buoni esempi, non fanno mai male».

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Il programma

Le celebrazioni hanno avuto inizio giovedì, e sono continuate venerdì con la cerimonia religiosa alle 7.30 e la processione delle 20.30. Oggi alle 18 è stata celebrata la Santa Messa corale alla Sacra Famiglia con processione e presentazione dei cresimandi. Fino ad arrivare a domani, con la messa delle 10 in parrocchia, il Canto dei Vespri alle 16 e in chiusura alle 20.30 la funzione religiosa animata dalla Schola Gregoriana.

Il valore dell’amore

«Sant’Agata ci insegna l’amore profondo per la vita e il desiderio di viverla pienamente. Questo amore per la vita l’ha vissuto nella fede. – ha detto Monsignor Paolo Rossi – A Lui ha voluto dedicare la sua vita. Ella ha vissuto con coerenza e determinazione ammirevoli. Dal martirologio sappiamo che Sant’Agata aveva un carattere forte, insofferente alle minacce dei potenti e “allergica” a sposare il modo di pensare specifico degli opportunisti e di chi è disposto a tutto pur di ottenere potere e successo».