Spettacolo teatrale sacro nella chiesa di Palosco, venerdì, per la rappresentazione della passione di Cristo secondo il regista Gigi Castelli.

Spettacolo teatrale sacro “Crucifige”

A Palosco una rappresentazione in chiesa per rivivere la passione di Cristo. S’intitola «Crucifige» alla cui regia ci sarà Gianluigi “Gigi” Castelli, insegnante per 40 anni alle scuole, a Palosco, poi come direttore vicario del circolo didattico di Calcinate e regista teatrale. Nel 2005 ha fondato, insieme al suo attuale attore Samuele Farina, il gruppo professionistico «Àrhat Teatro» a Pontirolo di cui è direttore artistico e regista. Presente sulla scena dello spettacolo anche la compagnia dialettale paloschese «Caro teatro».

Testi sacri e di Erri De Luca

La rappresentazione sarà molto particolare perché non sarà la solita via crucis con le stazioni. “I vari testi letti sono quelli sacri – ha spiegato Castelli – ma a questi si aggiungono come presentazione e inquadramento del dramma di Cristo due passaggi tratti da “La faccia delle nuvole” di Erri De Luca. Una visione proveniente da un laico e come maggior studioso dell’ebraismo”.

Il progetto della croce

La traccia della narrazione è mantenuta, come la maledizione del tempio, Pilato, il Golgota, ma è contenuta all’interno del progetto della croce. Cristo e tutti i personaggi che lui incontrerà, compreso Pilato e Giuda, stanno dentro in questa croce simbolica. Ad esempio, a Giuda, visto come traditore, il Cristo consegnerà il cappio all’inizio del cammino, con il quale si impiccherà. Perché il suo tradimento e la morte conseguente, fanno parte del progetto divino.

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Percorso metaforico-simbolico

«Il percorso ispirato alla passione – continua Castelli – è presentato in chiave simbolica-metaforica. Alla fine la croce di uomini diventa la croce di lumini che di distendono sotto la croce di Cristo, a segnare la via che la madre ha ricevuto. In questo passaggio si inseriranno le parole di Erri De Luca. Vogliamo portare lo spettatore al di là del testo della narrazione che conosciamo per stimolare in lui una riflessione. I costumi sono rigorosamente tradizionali, le musiche molto particolari volte a creare pathos. Siamo in chiesa ma la rappresentazione è giocata in chiave teatrale con tutti gli effetti scenici e i colpi di scena».

Sulla scena anche il “Caro teatro”

Una sfida, per gli attori del «Caro teatro», sottoposti a prove intense. «Io mi occupo di teatro danza, del teatro del corpo – conclude Castelli – loro sono attori che recitano commedie in dialetto. Con queste prove intense degli ultimi giorni spero di portarli a un livello più aulico».

In scena venerdì

Appuntamento alle 20.30 di venerdì. Si raccomanda al pubblico la massima puntualità, e l’ingresso in chiesa sarà consentito solo dal portone principale in quanto gli attori si muoveranno in tutto lo spazio della chiesa e i banchi saranno disposti a lisca di pesce.