Questa mattina a Calvenzano maestre e genitori sono scesi in piazza della Chiesa per raccogliere le firme contro la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha stabilito che i diplomati magistrali dovranno rinunciare al proprio posto di ruolo per tornare alla precarietà.

raccolta firme

Ritorno alla precarietà

Stop all’insegnamento di ruolo per i diplomati magistrali. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato. Una decisione che rischia di lasciare senza lavoro migliaia di insegnanti. Non conta il diploma, non contano gli anni di esperienza. Non contano più nemmeno gli innumerevoli corsi di formazione frequentati. Per insegnare in modo continuativo serve la laurea. Chi non ce l’ha si dovrà accontentare delle supplenze.

 

Le proteste delle maestre

Tempo fa a Bergamoieri a Parma, e questa mattina anche a Calvenzano per dire no alla sentenza che vieta alle maestre diplomate ma non laureate di continuare a insegnare. In tutta Italia si è levata la protesta che sta raccogliendo il favore di molti esponenti politici e della società civile. La sentenza, in effetti, appare paradossale se si pensa che nemmeno il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli può vantare una laurea. E le maestre non ci stanno, per questo questa mattina sono scese in piazza insieme a bambini e genitori.

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La raccolta firme

A partire dalle 10 di stamattina infatti sono state molte le persone che recandosi a messa si sono fermate a firmare a favore delle maestre. Tra queste persone c’era anche il sindaco Fabio Ferla. “La comunità di Calvenzano è stata molto solidale nei confronti delle maestre che rischiano il posto di lavoro dopo anni di sacrifici – ha dichiarato la maestra alla Primaria calvenzanese Maria Antonietta Grassi presente alla raccolta firma insieme alle colleghe Vitalba Pizzitola Angela Urso – La sentenza del Consiglio di Stato non è condivisa ma occorre stabilizzare al più presto le insegnanti, per il bene dei bambini, della scuola e delle stesse insegnanti che in questi anni hanno sempre garantito il proprio servizio per la scuola italiana”. Non resta che attendere gli sviluppi della vicenda dunque, tenendo presente che molte famiglie si sono dette pronte a sostenere le insegnanti con altre manifestazioni.