Un murales per festeggiare i 125 anni del Centro Salesiano. L’inaugurazione si terrà mercoledì 31 gennaio alle 11.30 ai Salesiani di Treviglio.

I Salesiani compiono 125 anni

Mercoledì 31 gennaio alle 11.30, alla presenza degli allievi della scuola media e superiore, il Direttore del Centro Salesiano, don Renato Previtali, inaugurerà il “Murales di don Bosco”. Sarà questo l’ultimo atto dell’anno di festeggiamenti per il 125esimo anniversario della presenza salesiana a Treviglio. Un traguardo che merita di lasciare un segno tangibile – e colorato – dell’operato del Centro “Don Bosco”.

Un contest tra gli studenti

“Agli inizi di ottobre, è stato proposto a tutti gli alunni un concorso per rendere la scuola più “nostra” – ha raccontato Mariasole Truppa 3B (medie)- Consisteva nel realizzare, su un normale foglio da disegno, la scritta “Don Bosco” nel modo in cui si voleva. Dopo aver realizzato l’opera, ci sarebbe stata una specie di votazione per “eleggere” il miglior disegno e di conseguenza il miglior “artista”. L’idea migliore avrebbe ispirato il grande Murales sulla facciata della Palestra Zanovello”.

Murales Salesiani Treviglio
Il bozzetto del murales che verrà inaugurato il 31 gennaio

L’importanza di personalizzare

“Se tu, che stai leggendo questo articolo, traslocassi, preferiresti lasciare tutte le pareti bianche o personalizzarle con foto e quadri? Te lo dico io, la risposta esatta è la numero 2. “Personalizzare” è la parola chiave. Stare in questa scuola non vuol dire solo imparare a fare le espressioni di matematica, studiare storia e tutto il resto, ma imparare a “vivere” con le altre persone non confondendosi con gli altri, ma lasciando qualcosa di tuo che ti rappresenti – ha proseguito Mariasole – Il messaggio che voglio lasciare è: “Non fare qualcosa come se fosse indifferente, lascia qualcosa che ti rappresenti per come sei veramente”.

Silvana e i suoi pennelli

“Era un normalissimo giorno scolastico quando io e le mie amiche abbiamo incontrato Silvana nei corridoi – ha raccontato Giulia Botta III Classico – Silvana è una simpaticissima artista che abbiamo conosciuto grazie alla vacanza con i salesiani a Cesenatico. È molto legata soprattutto a noi studenti del liceo classico. Silvana aveva in mano dei pennelli e la sua maglietta era sporca di tempera e altri colori. Subito ci ha invitato a vedere il suo “luogo magico”, la stanza della scuola dove passava il suo tempo a dipingere. Mentre ci recavamo lì, ci ha raccontato di un suo progetto, un grande murales che aveva intenzione di fare con i ragazzi delle superiori per rendere la nostra scuola “ancora più vivace, colorata e accogliente”.

Nessuno escluso, come voleva Don Bosco

“Ci ha quindi proposto di fermarci un pomeriggio per contribuire alla sua realizzazione, fare due chiacchiere e passare un po’ di tempo insieme – ha proseguito Giulia – Così un pomeriggio della settimana successiva siamo andate da Silvana pronte a dipingere e colorare. Oltre a noi c’erano anche dei ragazzi della Formazione Professionale che avevano già passato qualche pomeriggio insieme con lei a creare il murales. Eravamo tutti coinvolti, indipendentemente dall’indirizzo scolastico. Questo murales era formato da tanti pannelli quadrati, su ognuno dei quali era disegnata e colorata una grande lettera. Se si avvicinavano tutti i pannelli, formavano la scritta “Don Bosco” tutta colorata. Su un altro, invece, era stato disegnato il volto di don Bosco e anche questo era stato colorato con colori sgargianti. È stato un bel pomeriggio, abbiamo riso, chiacchierato, parlato e lo abbiamo trascorso facendo qualcosa di diverso in compagnia. Si è sentita molto la voglia di fare, di impegnarsi, anche solo per colorare un angolino di murales, perché significava che un po’ di noi in quel lavoro c’era. È stato anche un momento di condivisione in cui riuscivamo ad aiutarci e a cooperare, anche solo nel passarci il pennello con il colore che serviva o nel darci consigli su come rendere migliore il lavoro comune. Solo con l’impegno di tutti anche una piccola “opera d’arte” come questa può diventare fantastica, unica e irripetibile. Il clima che c’era tra noi era famigliare, accogliente e nessuno veniva escluso: questo del resto caratterizza qualsiasi attività salesiana e i giovani ne sono sempre parte fondamentale. Perché è così, i ragazzi, i più piccoli, gli adolescenti… nell’ottica salesiana sono sempre posti al centro dell’attenzione, proprio come voleva don Bosco.

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Un lavoro per e con i ragazzi

L’idea di questo lavoro da svolgere “per” e “con” i ragazzi è nata anche per rendere ancora più speciale il 125esimo anniversario della presenza salesiana a Treviglio, un momento di grande gioia per tutti, per rendere ancora più viva l’idea di don Bosco, sempre presente tra noi.

“Sì, è proprio bella la vita in questa scuola – ha aggiunto Silvana Maggioni – Siamo partiti, armati di barattoli colorati, pennelli, musica e tanta tanta allegria; tra una pennellata e l’altra ci si raccontava…. E’ proprio vero che in ogni ragazzo c’è un artista e la permanenza dello spirito di don Bosco, oggi, dopo 125 anni. Un grazie particolare a tutti i ragazzi che hanno partecipato alla realizzazione di questo capolavoro. E l’appetito vien mangiando …stanno nascendo altre idee. Seguiteci… vi stupiremo!”.