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Povia a Treviglio riscrive la sua canzone: “Luca è ancora gay” VIDEO

La contro-satira di Povia, ieri sera, ai Salesiani. E il sindaco replica alle polemiche di Arcigay e Anpi

Luca? “E’ ancora gay”. Parola di Povia. Ieri sera, il cantautore era ospite ai Salesiani  insieme all’avvocato Gianfranco Amato. “Musica e diritto”  il titolo della serata,  organizzata dal Centro italiano femminile e patrocinata peraltro anche dal Comune, per la rabbia di Arcigay e Anpi (LEGGI QUI).  Forti i contenuti, decisamente sul “politically uncorrect”.

Imeri: “In Arcigay un problema di coerenza”

Il sindaco Juri Imeri in sala

In sala  sera c’era anche il sindaco Juri Imeri, che ha risposto per le rime ai contestatori, pur precisando che la maggioranza si riconosce soltanto “in parte” nelle premesse della manifestazione.

“Mi accusano e poi dicono che nel partito che rappresento ci sono anche dei gay. Come se fosse un problema. Onestamente, credo abbiano qualche problema di coerenza…”.

Il patrocinio? “Non significa prendere posizioni estremiste. Va nella direzione di dare la possibilità di confrontarsi, approfondire certe tematiche. Quando ci siamo presentati all’elettorato, lo abbiamo fatto con dei valori, che in parte ritroviamo anche nelle premesse del Cif a questo incontro. Grave, però, se dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine per garantire la sicurezza. C’è la libertà di pensare, ma anche di dire. Poi, ognuno si farà la sua idea. Tutto ciò è alla base della libertà di tutti, e del Comune di Treviglio”.  “Certi valori, come quello della famiglia, sono valori in cui la maggioranza si rifà, e mettendoci la faccia. Se poi c’è chi la pensa diversamente, e preferisce l’unione civile uomo-uomo… Noi non ci siamo opposti e lo rispettiamo” ha chiuso il sindaco.

Povia: “Nessun contestatore: tutti rivoluzionari sul Web”

Anche il cantautore  poco fa, ha scritto su Facebook dell’evento trevigliese.

La sala dei Salesiani gremita

Pienone al concerto-conferenza

Sala gremita. Fuori, un’auto della Polizia e una dei Carabinieri, parcheggiate nel cortile. L’aria che si respira dentro però è tranquillissima e familiare. All’ingresso, flyer delle sentinelle in piedi e pochi cartelloni. L’avvocato Gianfranco Amato sale sul palco e parla a braccio, presentando le slide. Rivendica, dice, la missione sua e di Povia: quella di ribadire verità ovvie e semplici: “Come il fatto che due più due fa quattro”. Di fronte all’avanzata, spiega, di un nuovo ordine in cui tutto è “credo” e nulla più certo. Povia, camicia bianca, coda e chitarra acustica, fa il pieno di applausi. Nessuna voce fuori dal coro.

La famiglia naturale e i miti del progresso

L’avvocato Gianfranco Amato

C’è lui, al centro di tutto. Sullo schermo scorrono immagini dei suoi videoclip. Ma anche dei suoi genitori e delle sue due figlie. Commozione, in sala, quando sullo schermo si vede il primo Povia “pubblico”: la dedica a mamma e papà, quando nel 2006 vinse il Festival di Sanremo con “Vorrei avere il becco”. La canzone del piccione. “Una canzone dedicata alla famiglia” spiega. Amato poi propone le immagini del ritrovamento in Germania di quattro scheletri preistorici: la “prima famiglia” di cui si ha notizia. Un uomo, una donna e due bambini, sepolti insieme nel Neolitico superiore. “La famiglia naturale è pre-politica, pre-idelogica, pre-culturale. I figli si fanno con un papà e una mamma. Due più due fa quattro. Sono falsi i miti del progresso”.

Buoni e cattivi

E’ facile, per Amato, giocare a disegnare due campi avversi: buoni e cattivi. Da una parte Povia con i suoi genitori. Le famiglie “normali”. Dall’altra il mostro del gender, che comprende un po’ tutto. Poteri forti, che si impongono lentamente con la complicità delle sinistre, dei media, dei governi. “Questa è una finta democrazia” spiega Amato. Cita Aldous Huxley, e il suo “Il Nuovo mondo”: un romanzo distopico degli anni Trenta, nel quale si racconta di un mondo fantascientifico in cui la famiglia non esiste più gli esseri umani sono prodotti in serie: riproduzione extrauterina. Ma nel grande complotto si insinua anche l’Onu. Le Nazioni unite, sospetta, hanno pianificato la sostituzione degli italiani con gli immigrati. L’ex Urss di Lenin, la legalizzazione di aborto e divorzio, l’utero in affitto e Nichi Vendola, con il suo figlio in provetta. Tutti tasselli dello stesso mosaico inquietante.
“E’ già cominciato – spiega Amato – I dati demografici mostrano che l’Italia è già morta, con sempre meno nati e sempre più anziani”. Intanto, “il potere vuole sottrarre i figli ai genitori. Vuole carne fresca da indottrinare”.

Eterox: un farmaco per curare i gay

Sul palco è un continuo duetto tra il cantautore e l’avvocato Amato. Prima è un po’ freddo, ma poi di brano in brano anche il pubblico diventa sempre più caldo e attivo. Arriva anche la contro-satira: Povia, spesso bersaglio degli strali dei progressisti “da salotto”, “figli di papà”, rilancia con “l’antibiotico Eterox”. In pasticche e in supposte. Un farmaco per “curare” l’omosessualità. “La satira  è satira per tutti” argomenta Amato.  Anche se poco dopo precisa: “sotto le lenzuola possono fare quel che vogliono”. E ricorda, Povia, che anche la famosa canzone “Luca era gay”, ispirata alla storia di un amico di Povia, Massimiliano, non voleva essere “contro i gay”. “Volevo solo raccontare una storia” racconta. Peccato che il verso “nessuna malattia, nessuna guarigione”, nella canzone, sembra non averlo ascoltato nessuno. Non in Arcigay, ma nemmeno tra i suoi stessi fan. Così lui la riscrive.

Luca è ancora gay. E sferza la “nana” Littizzetto

E nella nuova versione ironica, anche a Treviglio, c’è anche una sferzata secca allo showbiz. Alla”nana” Luciana Littizzetto, e agli “amichetti” di Massimiliano. Povia arpeggia piano e spiega: “Ho cantato questa canzone e mi hanno praticamente chiuso tutte le porte” spiega. “Se invece avessi cantato un’altra canzone, signora… non solo avrei partecipato a Sanremo più volte, ma l’avrei proprio condotto”. Ed eccola qui. “Luca è ancora gay/E non sta più con lei/Luca dice sono come sono, e stasera io mi bacio un uomo”.

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