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Duecentocinquanta altri profughi nella Bassa: ecco dove saranno accolti

Due coop piemontesi si sarebbero fatte avanti per la gestione della nuova ondata di richiedenti asilo. Ma il "No" è unanime

Bariano, Ghisalba, Romano e Cividate. Sarebbero questi i quattro Comuni coinvolti nel nuovo piano di accoglienza di richiedenti asilo, di cui abbiamo dato conto mercoledì (leggi sotto). In totale, altri 250 migranti che porteranno il totale di quelli ospitati dalla Bassa orientale a 739. Praticamente, un piccolo paese poco più grande di Isso.

I dettagli

L’indiscrezione è filtrata oggi, venerdì, e aggiunge qualche dettaglio a quanto emerso durante la conferenza stampa congiunta convocata mercoledì dai sindaci dell’Ambito 19 di Romano, allarmati dalle notizie (non ancora ufficiali) circa l’arrivo di altri 250 profughi nella zona. Sarebbero due le cooperative coinvolte nel bando prefettizio, una di Vercelli e una di Torino.

Altro che accoglienza diffusa

La distribuzione dei richiedenti asilo sarebbe tutt’altro che omogenea: si parla di 70 persone a Romano e 50 a Ghisalba, in carico alla coop torinese. Altri 50 a Bariano e 80 a Cividate, in carico ai vercellesi. Dettaglio ancora da confermare: tramite una immobiliare una delle due coop interessate avrebbe affittato un’intera palazzina semi-libera, da destinare soltanto ad appartamenti per richiedenti asilo.

L’asse dei sindaci

Mercoledì pomeriggio in sala Rocca a Romano si è tenuta una conferenza stampa congiunta, presenti rappresentanti di quasi tutti i 19 Comuni dell’Ambito della Bassa orientale. La notizia è appunto che nei prossimi mesi, probabilmente, saranno assegnati altri 250 richiedenti asilo, nel territorio dei 19 Comuni  tra il Serio e l’Oglio. Una cifra immensa, soprattutto considerato che a oggi sono già 489 quelli ospitati nella Bassa orientale. Praticamente il 90 percento dei 554 presenti tra Trevigliese e Romanese. I sindaci sono tutti o quasi sul piede di guerra contro il prefetto Elisabetta Margiacchi.

Come funziona l’accoglienza nella Bassa

Poiché ogni tentativo di mettere in campo un progetto di accoglienza diffusa tramite lo Sprar è andato a monte, gli arrivi nella Bassa sono da sempre gestiti semplicemente da assegnazioni tramite  bandi prefettizi.  Vi partecipano direttamente, vincendoli quasi sempre, i privati interessati ad accogliere  richiedenti asilo che Bergamo deve “smistare”. Perlopiù, si tratta di cooperative sociali, che affittano le strutture necessarie sul mercato libero.  Per ogni profugo ospitato, incassano  dalla Prefettura, e quindi dallo Stato, 35 euro al giorno.

Un giro d’affari da sette milioni l’anno

Un giro d’affari che solo per la Bassa vale sette milioni di euro l’anno, come abbiamo raccontato settimana scorsa in un’inchiesta sul Giornale di Treviglio.  La nuova coop piemomentese (non si conosce ancora il nome) si starebbe già muovendo. Con l’aiuto di un’immobiliare avrebbe preso contatti per affittare diverse decine di appartamenti sfitti in cui alloggiare, assegnato il bando, una quota dei 250 migranti.

Perché i sindaci sono contrari

Perché soprattutto quando si tratta di  grandi  comunità di richiedenti asilo, come in questo caso,  secondo molti sindaci il rischio di creare enormi ghetti è praticamente certo. E’ del resto già successo, ad esempio alla Rocca di Romano o a Martinengo. Ogni tentativo di portare avanti politiche di integrazione con il tessuto sociale è vanificato dal numero troppo alto di profughi, da frequenti episodi di microcriminalità che esacerbano i rapporti con le comunità e soprattutto – ha commentato mercoledì (prima che trapelassero i dettagli sulla collocazione dei nuovi migranti) il sindaco di Cividate Gianni Forlani – dal fatto che “i richiedenti asilo sono sono mercificati come oggetti, come pezzi di ferro da collocare in questa è in quella struttura privata solo per una questione di profitto”.

“Ora un confronto vero con il Prefetto”

In apertura il sindaco aveva citato l’inchiesta del Giornale di Treviglio, sottolineando la grande disparità tra Treviglio e Romano nella distribuzione degli arrivi.   “Parteciperò, il 24 luglio, a un tavolo insieme agli altri presidenti degli ambiti. Noi non intendiamo però presenziare all’ennesima riunione in cui si effettuerà una mera comunicazione dei numeri. Attraverso una lettera ufficiale chiediamo che il prefetto ci incontri urgentemente per ribadire il nostro rifiuto accogliere ancora nuovi richiedenti asilo e decidere insieme come intervenire e come impostare l’accoglienza diffusa”.

Ghilardi: “Territorio già saturo, ora scendiamo in piazza”

Per Alessandra Ghilardi (Morengo) “Il territorio nell’ambito 14 è saturo. Nei nostri Comuni è già presente un altissimo numero di cittadini stranieri che si sono integrati e oltre a questo abbiamo dovuto fronteggiare una situazione fuori controllo. Il sistema di accoglienza applicato dalla Prefettura e che fa riferimento solo ad enti privati, alcuni dei quali operano solo per il business. Non è più sostenibile. I Comuni non hanno più soldi e forse non tutti sanno che i minori richiedenti asilo sono a carico del Comune che ad oggi non può più sopportare altre spese. La situazione è davvero drammatica, basta passare per una strada di qualunque Comune dell’ambito 14 e si vedono giovani senza lavoro in pieno stato di degrado, abbandonati, che non fanno riferimento più a nessuno. Questa situazione non è più sostenibile, ora noi sindaci dell’ambito 14 di fronte all’ennesimo comportamento di in cui non veniamo considerati dal prefetto siamo pronti a manifestare in qualsiasi forma il nostro dissenso e se noi sindaci cominciamo a scendere nelle piazze i cittadini ci seguiranno perché la situazione è davvero drammatica per tutte le fasce di popolazione presenti sul territorio”.

 

Forlani (Pd): “Profughi mercificati per il profitto”

“Un aspetto fondamentale deve essere chiarito col prefetto ed è che questo sistema di accoglienza sta svilendo tutte le persone coinvolte – ha aggiunto  il sindaco di Cividate Forlani – I richiedenti asilo sono sono mercificati come oggetti, come pezzi di ferro da collocare in questa è in quella struttura privata solo per una questione di profitto. Questa situazione deve cambiare, l’aspetto fondamentale umanitario dell’accoglienza non è stato rispettato. A queste condizioni non sindaci non ci stiamo più non siamo più disposti a fare sacrifici a chiedere sacrifici ai nostri cittadini e a vedere solo proliferare il degrado e l’abbandono di persone a se stesse in una terra straniera.

Zampoleri: “Così non funziona”

Chiaro il vicesindaco di Cologno Roberto Zampoleri: “Il sistema di accoglienza diffusa così com’è messo in pratica dagli enti privati come la cooperativa Rinnovamento, non funziona – ha detto – Nel nostro Comune sono stati accolti 47 richiedenti asilo senza che ci fosse alcuna comunicazione. Dobbiamo ripensare a tutte le dinamiche a collaborare con la Prefettura per stabilire insieme in base alle realtà del territorio quali siano le effettive possibilità di accogliere e poter procedere con progetti e percorsi di integrazione realmente applicabili”.

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