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Giorgio Saurgnani scagionato dal lancio della bombacarta

L'intervista esclusiva a Giorgio Saurgnani «Ho dato tanto al calcio. Era una grande passione, ma non mi ha ripagato per niente: mi ha danneggiato»

L’intervista esclusiva a Giorgio Saurgnani«Ho dato tanto al calcio. Era una grande passione, ma non mi ha ripagato per niente: mi ha danneggiato»

L’esplosione al derby della Mole

Un incubo quello vissuta da Giorgio Saurgnani che è iniziato il 26 aprile del 2015 quando un petardo è esploso nella curva dei tifosi del Torino durante il derby con la Juventus. Saurgnani, all’epoca dei fatti era un ultras bianconero del gruppo «Noi soli». Segnalato agli inquirenti, è stato dal primo momento il grande indiziato per il lancio della bomba carta.

Il processo

Recluso al carcere delle «Valette» in custodia cautelare, il romanese è stato processato con l’accusa che è arrivata a chiedere una pena di sette anni e mezzo nei suoi confronti. Durante il dibattimento sono emersi poi altri fatti a suo carico, come l’assalto al pullman di una tifoseria avversaria e alcuni messaggi di Whatsapp che secondo l’accusa erano la prova che stesse preparando azioni violente. Tutti elementi che sono stai smontati dalla difesa.

Scagionato dal lancio e detenzione della bomba

La sentenza del Tribunale di Torino ha infatti assolto Saurgnani per il lancio vero e proprio. Nel frattempo essendo stato recluso per otto mesi, ha già scontato la pena per l’assalto al pullman e per aver scavalcato i cancelli dello stadio comunale di quel fatidico derby. Con i suoi legali ora preparerà il ricorso anche contro la condanna per il «concorso morale con ignoti» nel fatto della «bomba».

Oltre a questo Saurgnani dovrà procedere comunque al risarcimento danni per un totale di 25 mila euro alle società di calcio del Torino e della Juventus, alla Federazione Italiana Gioco Calcio, al Comune di Torino e a Peter Wolf , uno dei feriti dall’ esplosione del petardo. L’intervista in edicola su “Romano week”.

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