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Giornata mondiale povertà, i sindaci testimoniano

Venti Amministrazioni bergamasche a testimoniare come si può combattere la fragilità. Si ritroveranno a Sotto il Monte domenica, nella ricorrenza istituita da papa Francesco per parlare a livello mondiale e in modo trasversale dei poveri di tutto il mondo

Giornata mondiale povertà

Giornata mondiale povertà. Venti sindaci bergamaschi saranno a Sotto il Monte domenica 19 novembre.

Giornata mondiale povertà

Venti sindaci bergamaschi a testimoniare come si può combattere la povertà. Si ritroveranno a Sotto il Monte domenica, nella giornata istituita da papa Francesco per parlare a livello mondiale e in modo trasversale dei poveri di tutto il mondo.

Presenti alcuni sindaci della Bassa

L’idea è nata dal sindaco di Pedrengo, Gabriele Gabbiadini e poi si è diffusa anche tra i sindaci della bassa, tra cui Cividate, Calcio, Cologno al Serio, Cortenuova, Morengo. Questa grande mobilitazione è un’occasione per i sindaci e per tutti gli amministratori locali impegnati nel quotidiano per soddisfare i bisogni delle persone meno abbienti. Potranno testimoniare con l’impegno quanto siano concrete e necessarie le opere verso gli “invisibili” delle nostre città e paesi.

Il male di vivere

La povertà è vista sotto diversi aspetti. Dalla solitudine, alla ludopatia, dalla fragilità economica, all’utilizzo dei social. La proposta è nata in collegamento con il quarantesimo dell’albero degli zoccoli. Mostrare la differenza tra la convivenza nella realtà del cortile rispetto alla chiusura di oggi, non solo da parte dei giovanissimi. «La nostalgia deve lasciare il posto ad una presa di coscienza che l’aver abbandonato i ritmi della natura, i suoi cicli, ci ha lasciato in eredità un bagaglio di fobie e nevrosi – si legge nel protocollo sottoscritto dai sindaci – E le paure e il “mal di vivere” oggi così diffusi sono figli di una società che ha perso le sue radici».

Le parole della speranza

L’esperienza di diversi sindaci seduti attorno ad un tavolo ha sintetizzato le seguenti parole chiave che ne descrivono la sostanza del problema. «Le parole chiave sono: individualismo, spreco, solitudine ed emarginazione, conflitto sociale, diffidenza, povertà sommersa – continua il protocollo – Vorremmo far seguire alle parole chiave le seguenti soluzioni: solidarietà, senso della comunità, sostenibilità, equità, coinvolgimento, speranza, conoscenza del prossimo, ascolto, fiducia, lavoro, dignità».

Le azioni concrete

Tredici le azioni concrete da attuare per sconfiggere la povertà e e la solitudine. Alcune sono già sperimentate da molti Comuni e hanno dato risultati positivi nei confronti dei cosiddetti poveri. Ogni Comune dovrà impegnarsi ad attuarne il maggior numero possibile, se non già attuate sotto forma di servizi, nei prossimi due anni.

Ecco l’elenco

Lavoro: attivare uno sportello lavoro e favorire forme di assunzione per personale locale. Fiscalità sostenibile. Alimentazione: istituire un banco alimentare per le persone bisognose. Ascolto: attivare dei centri o servizio telefonico per un aiuto concreto. Incontro: creare luoghi di aggregazione per favorire le relazioni sociali. Favorire la reciprocità, come il baratto amministrativo. Insegnare i valori della nostra società. Collaborazione con amministratori di condominio, rappresentanti di quartiere per intercettare i bisogni. Superare le dipendenze. Mediazione con corsi di lingua. Sostegno alla locazione. Sostenere il volontariato. Incentivare il piccolo commercio.

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