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Addio a Pietro, patron del ciclismo ghisalbese

Chi conosce questo sport sa che dietro ogni grande sportivo c'è un grande dirigente. Pietro lo era, e lascerà un grande vuoto nel mondo del ciclismo locale

Lutto a Ghisalba  per la scomparsa di una delle colonne storiche del ciclismo ghisalbese, si è spento infatti nei giorni scorsi Pietro Fumagalli, storico presidente della polisportiva ciclistica del paese.

Un grande dirigente del ciclismo

In uno sport come il ciclismo affascinano i racconti delle grandi imprese dei campioni, la sofferenza e il superamento continuo di limiti umani, che portano a identificare lo sportivo con un eroe, soprattutto in grandi imprese di montagna. Ma chi conosce questo sport e l’ha praticato sa che dietro ad un grande campione c’è un dirigente che oltre alla collaborazione sportiva trasmette all’atleta valori umani. Pietro Fumagalli è stato uno di questi dirigenti.

Dieci anni al vertice

Durante la sua presidenza, dal 1975 al 1985, fu in grado non solo di stabilizzare la realtà ghisalbese di potenziarla arrivando a coltivare campioni con un settore giovanile degno delle grandi squadre con ben 56 elementi. Un altruismo che ha caratterizzato Fumagalli anche dal punto di vista professionale. Imprenditore edile, non si è risparmiato per il suo paese donando alla comunità gli spogliatoti del centro sportivo.

“Un secondo padre”

«E’ stato un grande uomo per me come un secondo padre – ha detto Giancarlo Rossoni, genero di Fumagalli e consigliere comunale di maggioranza – è impossibile ricordare tutto quello che ha fatto gratuitamente per gli altri e per il paese, senza mai mettersi in mostra. Mancherà a tutti, soprattutto a quello sport, il ciclismo, che ha reso grande a Ghisalba».

 

Nella foto: Pietro (primo a sinistra) in una foto storica

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