In Consiglio comunale sono diventati per un attimo i nuovi Fantozzi e Filini. Sono Stefano Sonzogni (Pd) ed Emanuele Calvi (M5S), protagonisti loro malgrado di uno involontario sketch comico che nemmeno un navigato autore di Zelig, probabilmente, avrebbe saputo scrivere così bene. Ecco cos’è successo martedì sera in Aula.

Questione di virgole ed accenti

Tutto è cominciato quando il consigliere del Partito Democratico Stefano Sonzogni ha presentato la sua mozione per chiedere più sicurezza nelle stazioni cittadine. Il sindaco Juri Imeri ha dato la sua risposta, chiedendo poi di trasformarla in raccomandazione. E, per una volta, forse perché tutti erano presi dai morsi della fame e non vedevano l’ora di mettere le gambe sotto il tavolo, stava finendo senza polemiche.

La frase incriminata

Nel testo della mozione era scritto: «si impegna il sindaco e la Giunta a dare precise direttive alla Polizia Locale affinché dia la massima priorità ai controlli volti a preservare la sicurezza dei frequentatori delle stazioni, etc…».
Senonché il presidente del Consiglio Andrea Cologno ha chiesto se qualcuno voleva intervenire, ed è arrivata la domandina che non ti aspetti, da parte del grillino Emanuele Calvi. Che, non ce ne voglia il consigliere pentastellato, aveva come si suol dire capito «Roma per toma». «Cosa intende Sonzogni per riconoscimento dei volti? – ha chiesto – Intendeva forse riconoscimento biometrico a mezzo di postazioni fisse oppure un’altra modalità?». Calvi, forse preso dalla fretta, aveva letto il passaggio come «… massima priorità ai controlli (dei) volti…».

E Sonzogni gli va dietro

In Aula è sceso il gelo. Sonzogni, non capendo l’equivoco, ha iniziato a balbettare qualcosa. Poi, dando la colpa alla febbre, ha chiesto incredulo a Calvi «Ho scritto riconoscimento volti?». Dopodiché, da buon avvocato (anche se il capogruppo della Lega Nord Francesco Giussani poco prima gli aveva dato del «geometra»), ha tentato comunque di abbozzare una risposta. Ma dopo pochi secondi, sempre più basito, ha chiesto nuovamente: «Ho scritto “riconoscimento dei volti”?», sollevando l’ilarità di tutti i presenti e lo stupore di Andrea Cologno, che si è lasciato sfuggire: «La presidenza è esterrefatta». Di nuovo Sonzogni ha tentato di uscire da labirinto in cui si era infilato senza colpa, con il risultato che lui stesso è scoppiato in una sonora risata.

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E’ finita in caciara

A quel punto Sonzogni si è lanciato nel classico «piano B»: ovvero ha cambiato discorso. Ma la frittata ormai era fatta: ridevano tutti, ma più di tutti rideva Juri Imeri che era letteralmente piegato in due sulla sua poltrona. Tanto da spingere un divertito Cologno a sottolineare che «la presidenza si dissocia».
Il consigliere del Pd ci ha riprovato, ma circondato com’era da gente che se la sghignazzava, ha ceduto anche lui un’altra volta. «Vedo che siamo riusciti a mettere in difficoltà il sindaco», ha detto scherzando. Poi finalmente ha concluso. Ma, siamo certi, probabilmente nessuno dei presenti sa cosa è stato detto in quei tre minuti di pura comicità. Per fortuna che c’è lo streaming del Comune…

Il video è tratto dal sito del Comune.