Crema città sicura, il Consiglio comunale sospende la mozione della «Lega nord» e organizza un tavolo per le misure condivise da attuare in città.

La mozione

Ieri sera, mercoledì, l’assise di Crema ha ascoltato la richiesta esposta da Andrea Agazzi, capogruppo di minoranza del carroccio, il quale ha presentato la mozione circa «Misure straordinarie per una maggiore sicurezza in città». «Volevo partire da una critica e invece mi trovo a fare dei ringraziamenti – ha detto Agazzi – Abbiamo protocollato questa mozione il 9 ottobre appena dopo diversi episodi di criminalità in città. Su questi episodi si sono costruiti anche casi politici, al centro del dibattuito e della vita dei cittadini.  Abbiamo quindi voluto usare del buon senso e nella mozione non abbiamo proposto cecchini o carri armati fra le strade di Crema, come qualcuno ha voluto far credere, ma abbiamo pensato ad attività di buin senso. Notiamo con piacere che l’Amministrazione è andata nella nostra direzione e ha sposato le nostre proposte, che abbiamo fatto girare per la città e per le quali abbiamo raccolto 650 firme di cremaschi e non, che frequentano piazza Garibaldi e viale Repubblica e che hanno paura. A testimoniare quanto il problema sia sentito si è unito anche il parroco il quale ha depositato un esposto alle forze dell’ordine – ha concluso – Noi chiediamo di non attuare giochi politici ma di avvicinarsi alla popolazione e delle loro sensibilità».

Le attività

«Il tema della sicurezza e dell’ordine pubblico è gestito dalla questura e della prefettura – ha sottolineato il primo cittadino Stefania Bonaldi – Ad oggi la presenza fissa delle forze dell’ordine il venerdì e sabato sera in piazza Garibaldi è difficile da garantire ma l’assunzione di nuovi elementi alla polizia locale è vicina».  Bonaldi ha quindi elencato alcune misure già attuate: divieto di vendere alcolici a chi è già ubriaco, valutazione di vendita alcolici in bottiglia di vetro, videosorveglianza in opera con installazioni nuove telecamere».

Maggioranza critica

«La sicurezza e la legalità sono sentiti da tutti e non possiamo che essere d’accordo – ha detto il consigliere Francesco Lopopolo – Ma non concordiamo con i modi per ottenerle e voteremo contro ma ci piacerebbe riscrivere questa proposta insieme». «Cerco di non trattare come consigliato da Agazzi il tema in modo politico – ha detto Jacopo Bassi – Ma anche noi dissentiamo sulle tecniche di come si è cercato di trattare il tema, già dal titolo che riporta “azioni straordinarie”, come se la città sia un far west quando non è così. Soprattutto alcuni aspetti sono secondo noi fuori luogo e quindi votemo no».
«Ho apprezzato la volontà di non far del politichese , e sono d’accordo, ma Agazzi stesso ha strumentalizzato il tema – ha aggiunto Emanuele Coti Zelati – Tutti condividono il fatto di voler camminare in città in modo tranquillo ma questa mozione non c’entra il punto ma va in direzione della repressione, lontano dal buon senso e dalla prevenzione: ritiri la mozione e facciamone una tutti insieme».
«Sono d’accordo con Coti Zelati e boccio anche io la mozione – ha fatto eco Marcello Bassi – Voglio discutere con tutti delle misure da attuare per rendere la nostra città ancora più bella e vivibile.

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La proposta di Beretta

A fare da mediatore ci ha pensato Simone Beretta di Forza Italia. «Mi fa piacere il livello del dibattito e mi sembra che possa esserci da tutti la volontà di fare qualcosa – ha detto – Propongo un emendamento per trovare un punto d’accordo per rafforzare nei luoghi aggregativi l’educazione e la prevenzione nonchè propongo l’istituzione di una commissione presieduta dal sindaco per conoscere e analizzare e proporre soluzioni per la sicurezza perchè anche noi abbiamo il dovere morale e civile di fare lo sforzo e mettere insieme proposte e soluzioni». «Credo che la volontà di questa mozione non sia preventiva – ha detto Carlo Cattaneo del Movimento 5 stelle – Ma voler intervenire dove il civismo non c’è più e io voterò a favore». Dopo cinque minuti di pausa i consiglieri hanno votato per sospendere la mozione con l’impegno di riaprire il tavolo politico sul tema della sicurezza.