Cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, il comitato chiede la revoca e il sindaco Stefania Bonaldi chiarisce: “Per noi è stata una scoperta, non staremo a guardare”.

Un comitato per la revoca

La questione è venuta alla ribalta nei giorni scorsi quando  Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Anpi e i sindacati Cub e Usb hanno annunciato una mobilitazione per fare in modo che venga tolta la cittadinanza onoraria concessa al Duce il 20 maggio 1924. Il portavoce del comitato di revoca Mario Lottaroli aveva spiegato come il gruppo avesse preso spunto da Bergamo, dove anche al sindaco Giorgio Gori fosse stato proposto di togliere la cittadinanza al Duce. “Mussolini del resto si è macchiato di crimini di guerra – ha detto Lottaroli – ma Crema a differenza di altre città non ha mai revocato l’atto”.

“Per noi una scoperta, non staremo a guardare”

“La delibera del 1924 con la quale l’allora consiglio di Crema ha eletto a cittadino  onorario Benito Mussolini è stata una scoperta – ha commentato il sindaco Stefania Bonaldi – È bene premettere questo fatto: non eravamo al corrente di questo documento, così lontano nel tempo. Ora però che lo  sappiamo, non possiamo fare finta di nulla. Su Mussolini e il fascismo la Storia ha già espresso il suo inappellabile giudizio, non è a questo compito che possiamo sentirci chiamati. Noi, prima ancora da cittadini di una democrazia consapevole che in qualità di amministratori, siamo chiamati ad esercitare nella maniera corretta la memoria, un compito che richiede un impegno costante perché in caso contrario la Storia si impasta in un grumo indistinto di avvenimenti, tutti dello stesso tenore e falsamente equivalenti,  la via più diretta per arrivare alla neutralità che, insegnava Elie Wiesel, favorisce sempre l’oppressore, non la vittima”.

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Sindaco favorevole ma la decisione spetta al Consiglio

“Per questo motivo personalmente credo che il giudizio della Storia ci chiami ora alla approvazione dei decreti attuativi, revocando di conseguenza quella onorificenza – ha concluso Bonaldi – Ciò detto, la competenza resta del Consiglio Comunale e sarà in tale sede democratica che, insieme a tutti i rappresentanti eletti, formalizzerò la mia posizione, secondo quanto ho espresso e secondo ciò che la mia coscienza e la mia cultura democratica mi suggeriscono”.