Il Comune ha avuto un comportamento antisindacale. Ma ha fatto bene a rimuovere le bandiere dei sindacati dalla piazza. Questa la decisione del giudice del Tribunale del Lavoro in merito alla vicenda che ormai da un anno a questa parte vede contrapposti da un lato l’Amministrazione comunale di Fara d’Adda   e dall’altra i suoi dipendenti.

Il casus belli

Nodo del contendere era il pagamento dei fondi incentivanti. Circa 98mila euro che il Comune aveva decurtato ormai un anno e mezzo fa, per decisione dell’allora segretario comunale. Decisione giudicata da Cisl e Cgil come illegittima, motivo per cui i dipendenti erano poi scesi in piazza. Le proteste si erano fatte accese, soprattutto quando il sindaco Pecis, di fronte alle richieste di chiarimenti, aveva fatto melina adducendo  la necessità di ulteriori  controlli   da parte di una società esterna. Si era arrivati al muro contro muro. Una situazione esacerbata peraltro dal fatto che in Comune a Fara l’emergenza personale si trascina ormai da diversi anni e il turn-over di impiegati e dirigenti ha raggiunto livelli da record.

Leggi anche:  Area feste negata alla Lega per una riqualifica che non c'è

Bandiere dei sindacati rimosse

Quest’estate, dopo una manifestazione sindacale, il sindaco Pecis aveva anche fatto rimuovere le bandiere dei Cisl e Cgil dalla facciata del Municipio, suscitando l’ira dei sindacalisti. Ed era scattata l’ultima denuncia al Tribunale del Lavoro. Che finalmente ha preso una posizione. La sentenza è tranchant: il ritardo nei pagamenti del Comune è stato una condotta antisindacale. Ora “va ordinato al Comune di pagare immediatamente le somme stesse in favore dei dipedenti comunali, con gli accessori di legge”. Corretto invece, per Cassia, rimuovere le bandiere. Una decisione che pure, a suo modo, farà probabilmente discutere. “Il comportamento del Comune appare legittimo, “in ragione dell’interesse pubblico a che gli edifici pubblici espongano unicamente le bandiere italiana, europea e quelle stabilite dall’autonomia normativa”. Ora, oltre a pagare il dovuto, il Comune dovrà anche liquidare 1900 euro ai sindacati ricorrenti per le spese di lite.